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19 Maggio 2026

Esonero contributivo bonus ZES 2026: requisiti, importi e procedura INPS

Panoramica sul bonus ZES 2026: requisiti per datori e lavoratori, massimali, durata e passaggi per la domanda INPS

Esonero contributivo bonus ZES 2026: requisiti, importi e procedura INPS

Il Bonus ZES 2026 introduce un’opportunità per le micro e piccole imprese del Mezzogiorno: per le assunzioni a tempo indeterminato di disoccupati over 35 è previsto un esonero contributivo totale a carico del datore per un periodo massimo di 24 mesi. L’INPS ha rilasciato le prime istruzioni operative: il tetto è fissato a 650 euro mensili per lavoratore e le domande vanno presentate tramite il Portale delle Agevolazioni. In questa guida sintetica si spiegano i requisiti, le esclusioni e le modalità di accesso al beneficio.

Prima di inoltrare la richiesta è fondamentale verificare la compatibilità con altri incentivi e il rispetto di condizioni normative come la regolarità contributiva e le regole sulla sicurezza sul lavoro previste dall’art. 31 del DLgs 150/2015. Inoltre, il Decreto Primo Maggio 2026 impone che le retribuzioni non siano inferiori ai minimi dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Chi può accedere: imprese ammesse e vincoli

Possono beneficiare del bonus ZES 2026 i datori di lavoro privati, comprese le micro, piccole e medie imprese, i professionisti, gli studi, le associazioni e le cooperative del settore agricolo, a condizione che l’organico non superi i 10 dipendenti nel mese dell’assunzione. Sono escluse le pubbliche amministrazioni e le imprese in difficoltà secondo la normativa europea e quelle soggette alla clausola Deggendorf. Tra i requisiti amministrativi figura il possesso di un DURC regolare e il rispetto delle prescrizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Ubicazione e verifica della sede

L’agevolazione è riservata alle assunzioni svolte presso sedi o unità produttive ubicate nelle regioni della ZES Unica per il Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria. La responsabilità della verifica dell’ubicazione ricade sul datore di lavoro e deve risultare dalla comunicazione obbligatoria inviata al Centro per l’Impiego al momento dell’assunzione. Se la sede viene trasferita fuori dalla ZES Unica durante il periodo di fruizione, l’esonero decade.

Requisiti dei lavoratori e regole contrattuali

Il bonus ZES si applica esclusivamente alle nuove assunzioni a tempo indeterminato, non dirigenziali, di persone che abbiano compiuto 35 anni e risultino disoccupate da almeno 24 mesi alla data di avvio del rapporto. Sono ammesse anche le assunzioni part-time e le forme di somministrazione a tempo indeterminato equiparate al lavoro subordinato, mentre sono escluse trasformazioni di contratti a termine già esistenti, l’apprendistato, il lavoro intermittente e le prestazioni occasionali. L’assunzione deve determinare un incremento occupazionale netto, calcolato confrontando i permanenti a tempo indeterminato con la media dei dodici mesi precedenti, al netto di alcune cessazioni.

Regole particolari e tutele

Per i lavoratori che hanno già fruito parzialmente di analoghe agevolazioni, il nuovo datore può subentrare nella fruizione residua anche in assenza del requisito dei 24 mesi di disoccupazione, purché il rapporto sia instaurato entro il 31 dicembre 2026. Inoltre il datore non può procedere, nei sei mesi successivi all’assunzione agevolata, a licenziamenti per giustificato motivo oggettivo riferiti alla stessa qualifica del lavoratore agevolato.

Importi, durata e aspetti contabili

L’agevolazione consiste nell’esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore, con esclusione dei premi e contributi INAIL. Il massimale riconosciuto è di 650 euro mensili per lavoratore e la durata massima è pari a 24 mesi. Per i rapporti part-time il tetto è proporzionato all’orario: eventuali aumenti orari durante il rapporto non possono portare il beneficio oltre l’importo già autorizzato dall’INPS, mentre diminuzioni impongono la rideterminazione dei flussi Uniemens da parte del datore.

Aiuto di Stato e registro

Il bonus ZES 2026 è qualificato come aiuto di Stato ai sensi del Regolamento (UE) n. 651/2014 e deve essere registrato nel Registro Nazionale degli Aiuti di Stato: prima di fruire del beneficio il datore deve verificare la disponibilità della capienza nel Registro. L’INPS ripartisce la capienza finanziaria disponibile pro quota sui 24 mesi e l’importo risultante dalla procedura telematica costituisce il massimale definitivo utile nelle denunce mensili.

Procedura INPS e cumulabilità con altri incentivi

La domanda si presenta telematicamente tramite il modulo dedicato nel Portale delle Agevolazioni dell’INPS. L’istituto può fornire una pre-autorizzazione con l’importo accantonato: a seguito di questa il datore dispone di 10 giorni per trasmettere la comunicazione obbligatoria (Unilav o Unisomm). Il mancato invio nei termini comporta la perdita degli importi accantonati. L’INPS accoglie le istanze nei limiti della disponibilità finanziaria e pubblicherà istruzioni specifiche per arretrati e codici Uniemens.

Il bonus ZES 2026 non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote contributive: tra gli esempi di incompatibilità figurano la Decontribuzione Sud prevista dalla legge di bilancio 2026, incentivi per l’assunzione di persone con disabilità (art. 13 L. 68/1999) o per i percettori di NASpI (art. 2, comma 10‑bis L. 92/2012), nonché specifiche riduzioni per agricoltura in aree svantaggiate o per l’edilizia. Sono invece compatibili alcune misure come la maxi-deduzione della Legge di Bilancio 2026 e l’esonero per la certificazione della parità di genere.

In sintesi, prima di procedere conviene verificare la capienza nel registro, la regolarità contributiva e la sussistenza dell’incremento occupazionale netto, oltre a predisporre la comunicazione al Centro per l’Impiego nei termini richiesti. Questi controlli riducono il rischio di revoca e massimizzano la possibilità di sfruttare il beneficio per ridurre il costo del lavoro nel Mezzogiorno.

Emanuele Negri
Autore

Emanuele Negri

Emanuele Negri, ex architetto torinese, documentò il recupero di un cortile in Barriera di Milano e decise di passare alla comunicazione editoriale: in redazione promuove progetti di rigenerazione urbana e firma dossier su materiali sostenibili. Custodisce uno schizzo originale del primo progetto professionale.