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5 Luglio 2026

Vertice Nato ad Ankara: Meloni e Trump si confrontano sulle spese militari

Il vertice Nato ad Ankara vede Meloni e Trump confrontarsi su spese militari, sicurezza e Libia. Scopri le priorità e le tensioni.

Vertice Nato ad Ankara: Meloni e Trump si confrontano sulle spese militari

Il prossimo vertice della Nato ad Ankara, in programma per il 7 e 8 luglio 2026, si preannuncia come un appuntamento cruciale per le relazioni transatlantiche. Al centro del dibattito ci saranno le spese militari la sicurezza e la situazione in Libia con Giorgia Meloni e Donald Trump pronti a confrontarsi su temi delicati.

L’Italia si presenta al summit con una spesa per difesa e sicurezza pari al 2,8% del Pil, un aumento significativo rispetto al passato. Tuttavia, questa crescita è legata soprattutto alla componente sicurezza, che include investimenti in cybersicurezza protezione delle infrastrutture critiche e sicurezza energetica. Questo approccio permette all’Italia di rispettare gli impegni senza accelerare sul riarmo, un tema particolarmente sensibile in vista delle prossime elezioni politiche.

Le tensioni con Trump e la strategia italiana

Donald Trump ha più volte criticato gli alleati europei per il loro contributo alla Nato, definendolo insufficiente. In particolare, ha attaccato la Germania, definendo il suo contributo ridicolo. La strategia italiana, invece, punta a evitare strigliate da parte del presidente americano, insistendo su un concetto di sicurezza più ampio che include anche la protezione delle catene di approvvigionamento e la risposta alle emergenze.

Giorgia Meloni può contare sul supporto del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, con cui ha avuto un recente colloquio telefonico. I due leader hanno discusso del summit e della situazione in Libia, rafforzando la cooperazione tra Italia e Turchia, in particolare nel settore della difesa.

Il dossier ucraino e il ruolo del Mediterraneo

Un altro tema centrale del vertice sarà l’Ucraina. La dichiarazione finale ribadirà il sostegno a Kiev e la necessità di mantenere alta la pressione sulla Russia. Tuttavia, l’Italia ha preferito confermare gli impegni di sostegno su base annuale anziché fissare un orizzonte biennale, lasciando maggiore spazio all’evoluzione del negoziato politico.

Roma punta anche a riportare al centro del dibattito il Mediterraneo, con un riconoscimento delle minacce provenienti da quell’area. Questo è uno dei punti su cui Meloni e Erdoğan sono in sintonia, con un impegno comune per il rafforzamento del rapporto transatlantico e della difesa comune all’interno della Nato.

Le ambiguità del governo italiano

Il governo italiano si trova a gestire una situazione complessa, con una linea ambigua sul riarmo. All’estero, Meloni conferma gli impegni sulla spesa militare, mentre in Italia frena l’attivazione del programma europeo Safe, che permetterebbe di finanziare gli investimenti nella difesa. Questo strumento, infatti, obbligherebbe la maggioranza a spiegare agli italiani che una parte crescente delle risorse pubbliche verrà destinata al riarmo, un tema politicamente sensibile.

La strategia di Meloni sembra essere quella di evitare scontri con Trump, senza però esporsi troppo con Bruxelles. Tuttavia, Ankara potrebbe obbligare tutti a uscire dalla nebbia, con gli Stati Uniti che chiedono più spesa e la Nato che pretende impegni misurabili.

Andrea Innocenti
Autore

Andrea Innocenti

Andrea Innocenti ha coordinato dall'estero il rientro di una cronista napoletana durante una crisi diplomatica, gestendo contatti con consolati; è corrispondente esteri che definisce linee editoriali sulla geopolitica. Nato a Napoli, parla dialetto locale e mantiene rapporti con ONG partenopee.