(Adnkronos) – ''I movimenti sono ridotti al mimino'' e ''le persone sono barricate in casa perché la situazione è molto tesa'' dopo l'attacco americano al Venezuela e la conseguente cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro. ''E' ancora troppo presto per dire cosa accadrà, la situazione è molto confusa'', ma ''la popolazione spera in un cambiamento'' e ''noi continuiamo ad assistere le persone ridotte allo stremo'' e quelle ''vittime di violenza'', anche ''nelle zone remote dove la situazione è devastante''. Lo ha spiegato alll'Adnkronos Marcelo Garcia Dalla Costa, Head of Grants & Programming Department dell'organizzazione umanitaria Cesvi, rientrato dal Venezuela in Italia a novembre. Già allora ''la tensione era altissima, si sapeva che qualcosa sarebbe successo e che poteva esserci un potenziale attacco, ma nessuno si immaginava questo'', racconta dopo aver sentito il personale locale di Cesvi. ''Molti di loro sono a Caracas, dove la situazione era tesa da settimane. Stanno tutti bene e per il momento continuano a portare avanti le attività dell'organizzazione e ad assistere le persone ridotte allo stremo, soprattutto nelle zone di confine'', afferma. ''Ora nel Paese ci sono restrizioni dei movimenti, anche tra uno stato e l'altro del Venezuela, gli spostamenti sono stati limitati al minimo e la frontiera con il Brasile è stata chiusa'', ha proseguito. ''I voli internazionali sono sospesi, anche quelli nazionali che erano stati garantiti fino a l'altro ieri oggi sono interrotti'', ha aggiunto. ''Il Venezuela versa in una crisi economica e sociale disastrosa'' ha proseguito Dalla Costa, secondo il quale dopo la ''conferma della vice presidente Rodriguez'' alla guida del Paese al posto di Maduro ''nel breve e nel medio periodo non ci saranno cambiamenti significativi''. Si tratta sempre di ''un Paese al collasso con la popolazione allo stremo'' e la dichiarazione del presidente americano Donald Trump secondo il quale gli Stati Uniti ''governeranno il Paese'' non è altro che ''una boutade, sulla carta non cambia niente''. ''Ormai da cinque anni la popolazione vive in una situazione disastrosa'', racconta il cooperante spiegando che ''il costo della vita è altissimo, enorme la svalutazione del bolivar venezuelano'' e ''il salario di un insegnante o di una persona che lavora in un ospedale non basta per sfamare la sua famiglia per una settimana''. Quindi ''la popolazione spera in un cambiamento, perché la situazione è devastante sul piano economico e sociale'', ma ''nessuno sa come possa avvenire questo cambiamento'', è ''troppo presto per fare ipotesi'', conclude.
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