Il mercato del lavoro veneto continua a mostrare segnali di vitalità nei primi cinque mesi del 2026, con un incremento significativo delle posizioni di lavoro dipendente. Questo trend positivo è stato sostenuto principalmente dai contratti a tempo determinato, che hanno registrato un aumento del 4%, sebbene influenzato dall’aumento dei rapporti di brevissima durata nel settore cinematografico.
La crescita occupazionale è stata trainata da diversi fattori, tra cui le dinamiche stagionali e l’incremento delle assunzioni nel turismo. Tuttavia, il panorama non è omogeneo e presenta sfide specifiche per settori e territori.
Dinamiche occupazionali per genere ed età
L’aumento della domanda di lavoro interessa sia i lavoratori di genere maschile che femminile, con un particolare incremento per i lavoratori in età più matura, che ha registrato un aumento del 10%. Il part-time rimane una componente significativa delle assunzioni, con un’incidenza del 31,1%, in lieve diminuzione rispetto ai periodi precedenti, soprattutto per le donne, passate dal 47,3% al 45,9%.
Analisi provinciale: luci e ombre
Tutte le province del Veneto hanno registrato un bilancio positivo nei primi cinque mesi del 2026, ad eccezione di Belluno, dove si è verificato un saldo negativo di 2.800 posizioni lavorative. Questo calo è attribuibile alla conclusione della stagione turistica invernale, che ha comportato la chiusura di molti rapporti di lavoro attivati nei mesi precedenti. Al contrario, Venezia ha registrato un miglioramento significativo con un saldo di +30.300, seguita da Verona con +21.200 e Rovigo con +2.500. Padova, Vicenza e Treviso hanno mostrato un peggioramento rispetto all’anno precedente.
Settori in espansione e in difficoltà
Il terziario continua a essere il principale motore dell’occupazione nel Veneto, con un aumento di 45.300 posti di lavoro nel corso del 2026. Il turismo ha giocato un ruolo cruciale in questa crescita, insieme ai servizi di pulizia e al comparto dell’editoria e della cultura. Anche l’agricoltura ha registrato un saldo positivo, grazie a un calo delle cessazioni del 3%.
Tuttavia, l’industria ha subito un rallentamento, con un saldo negativo di 330 posizioni lavorative a maggio. Questo calo è attribuibile a un clima di incertezza economica, difficoltà nel reperimento della manodopera e professionalità necessarie. Il comparto edile ha registrato un calo del 7% nelle assunzioni, mentre l’industria conciaria ha subito un decremento del 12%. Anche i settori chimico-plastico e del legno-mobilio hanno mostrato un calo delle assunzioni, rispettivamente del 4% e del 2%. Il sistema moda ha registrato un saldo negativo, mentre il metalmeccanico e l’automotive hanno mostrato un lieve miglioramento.
Per ulteriori dettagli sull’andamento del mercato del lavoro veneto nel mese di maggio, è possibile consultare la Bussola di Veneto Lavoro alla pagina /la-bussola.



