(Adnkronos) – "La meningite da meningococco è tra le infezioni batteriche più gravi, con una letalità che varia dal 10 al 20%. Il sierotipo B è il più diffuso in Italia e il più grave; colpisce soprattutto bambini piccoli e adolescenti. Il rischio di contagio è elevato a causa dei numerosi soggetti asintomatici che possono trasmettere l’infezione. Per questo trovo assurdo che si continui a morire per meningite quando abbiamo il vaccino, uno strumento efficace e sicuro per prevenire la malattia". Così all'Adnkronos Salute Massimo Andreoni, direttore scientifico Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) e membro del Consiglio superiore di sanità, in occasione dell'incontro scientifico-istituzionale 'Fare prevenzione fra strategia e consapevolezza: la coscienza della vaccinazione. Il futuro è nelle nostre mani' oggi a Roma. "Le morti per le malattie prevenibili attraverso la vaccinazione fanno più male – osserva Andreoni, riferendosi al bambino di 3 anni di Taranto deceduto pochi giorni fa a Bari per meningite e non vaccinato contro il meningococco – Per la meningite, tra le malattie letali e con gravissime sequele anche per coloro che sopravvivono all'infezione, la vaccinazione dovrebbe essere una priorità, per superare quel 90% di coperture che noi esperti auspichiamo e raccomandiamo. Invece, stiamo assistendo per questa infezione ad un lento e progressivo calo delle vaccinazioni, per noi un campanello d'allarme sul quale dovremmo richiamare l'attenzione di tutta la comunità. La vaccinazione, soprattutto nei bambini più piccoli, con i richiami nell'adolescenza, dovrebbe essere una priorità per la stragrande maggioranza delle famiglie italiane". "Il calo delle vaccinazioni contro l'influenza tra gli over 65, come certificato dal report del ministero della Salute, certamente rappresenta un campanello d'allarme importante". Secondo l'infettivologo, "l'influenza stagionale quest'anno sarà o potrebbe essere particolarmente severa e quindi sappiamo che gli over 65 sono una delle categorie che tutti gli anni paga il maggior scotto in termini di ospedalizzazione e letalità per questa malattia". Ecco perché "dobbiamo fare una campagna di informazione e di formazione massiccia per cercare di interrompere questo trend a cui assistiamo da tempo – spiega Andreoni -. Dopo l'impennata delle vaccinazioni durante l'epoca Covid registriamo un progressivo calo delle vaccinazioni". L'arrivo della influenza stagionale "normalmente arriva verso la fine di ottobre, i primi di novembre – sottolinea Andreoni – anche se nelle ultime stagioni ci sono stati casi con anticipo di circolazione del virus. Di conseguenza, ci dobbiamo far trovare pronti e in qualche modo già dal mese di settembre dovremmo iniziare ad avviare la campagna antinfluenzale. Forse i vaccini arriveranno entro il mese di settembre". —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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