(Adnkronos) – Grazie alle indagini archeologiche che accompagnano i lavori di restauro della Badia di Settimo a Scandicci (Firenze), portati avanti dalla Fondazione Opera della Badia di Settimo e seguiti dalla Soprintendenza di Firenze, sono numerose le scoperte che forniscono nuovi dati e dettagli sulla storia del complesso monastico. Ma non soltanto sul monastero, come dimostrano gli ultimi rinvenimenti, come informa con un comunicato la soprintendente Antonella Ranaldi. Nel corso degli scavi per la sistemazione del Chiostro dei Melaranci sono venuti in luce per la prima volta resti di strutture risalenti all'epoca altomedievale, e dunque precedenti alla fondazione della stessa abbazia che è datata intorno all'anno Mille. A una profondità di circa 2 metri dall'attuale piano del chiostro, gli archeologi hanno messo in luce le tracce di una struttura a pianta circolare. Si ipotizza che sia una cosiddetta 'Grubenhaus', una capanna seminterrata, con il fondo scavato nel terreno. Strutture del genere, che dovevano avere pareti in legno e terra e una copertura vegetale, sono comuni nell'Alto Medioevo dell'Europa centrale e orientale. Seppur rare, sono ben documentate archeologicamente anche in Italia. I materiali ceramici associati, formati da recipienti per la cucina (olle, testi, teglie) e per la tavola (boccali e recipienti per liquidi), nonché un manico in osso con decorazioni, fanno propendere per una datazione tra l'VIII ed IX secolo d.C.. "Il rinvenimento è significativo perché attesta lo stanziamento, in questo punto della pianura di Settimo, di una piccola comunità o nucleo rurale, già diversi secoli prima della fondazione dell'abbazia", sottolinea Antonella Ranaldi. Lo scavo, la cui esecuzione è stata molto travagliata a causa di ripetuti allagamenti, si è concluso proprio in questi giorni. Le settimane a venire saranno dedicate alla documentazione e al riordino di dati e materiali raccolti sul campo, per poter poi affrontare il successivo lavoro di interpretazione, fa sapere la Soprintendenza. —culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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