(Adnkronos) –
Philip Morris International (Pmi), multinazionale quotata al Nyse nata da uno spin off di Altria nel 2008 ma le cui origini risalgono alla prima metà dell'Ottocento, ha contribuito all'economia europea nel quinquennio 2019-2023 con una "impronta economica" che ammonta ad un totale stimato di quasi 290 mld di euro (289,1 mld). E' quanto hanno calcolato Ey e Parthenon, in uno studio commissionato dalla compagnia con sede legale nel Connecticut (Usa), ma il cui quartier generale si trova a Losanna, in Svizzera. Il contributo economico di Pmi, per "una media di 57 mld l'anno, è paragonabile al Pil di diversi Stati membri ", dice Bart Deckers, senior partner di Ey, che ha curato lo studio e lo ha presentato stamani all'Autoworld di Bruxelles, ricordando che i "180 mld" di euro versati ai singoli Erari costituisce una categoria fondamentali di gettito" fiscale per gli Stati nazionali. L'impronta economica è calcolata tenendo conto delle varie forme in cui la compagnia contribuisce all'economia europea: 94,1 mld costituiti dall'impatto economico delle attività della compagnia, 13,7 mld di "valore" creato per i rivenditori al dettaglio, 181,3 mld di gettito. Tra i contributi che formano l'impronta economica complessiva figurano un milione di posti di lavoro, dei quali 21.600 diretti e il resto costituito da impieghi indiretti (3,74 posti nella catena di fornitura per ogni posto diretto), indotti (moltiplicatore 1,41) o connessi alla rete di vendita; 19,6 mld di euro investiti in circa 45mila pmi fornitrici, cosa che "rafforza l'ecosistema industriale europeo"; oltre 2,3 mld investiti in ricerca e sviluppo sul continente, contribuendo così alla "innovazione" e al "progresso scientifico"; oltre 33 mld in esportazioni dall'Ue, dei quali 8,4 mld nel solo 2023. Figurano poi nel totale 625 mln di acquisti di foglie di tabacco, che "sostengono gli agricoltori europei e le comunità agricole". Di questi acquisti beneficia, in particolare, l'agricoltura italiana: nel 2019-2023 Pmi ha comprato foglie dalla Polonia per 25 mln di euro, dalla Spagna per 99 mln, dalla Grecia per 125,5 mln, dall'Italia per ben 377 mln. Per Massimo Andolina, presidente per l'Europa di Pmi, "dal 2008 Pmi ha investito oltre 14 mld di euro a livello globale per sviluppare, valutare scientificamente, produrre e commercializzare prodotti smoke free innovativi, con un obiettivo coraggioso: porre fine all'era delle sigarette. Non sono solo numeri: si tratta di trasformazione e di progresso. Il nostro viaggio smoke-free produce un cambiamento reale e positivo, sostenuto dall'Europa: oggi, il 40% dei nostri ricavi netti globali viene da prodotti smoke free, prodotti in 15 dei nostri 19 stabilimenti produttivi europei", ha concluso. —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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