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Ucraina-Russia-Usa, oggi vertice trilaterale negli Emirati. Zelensky: “Nodo Donbass resta”

(Adnkronos) –
Ucraina, Russia e Stati Uniti al tavolo per i primi colloqui trilaterali nei complessi negoziati per porre fine alla guerra tra Mosca e Kiev. Negli Emirati Arabi Uniti, oggi e domani, va in scena il summit per verificare se esistano i presupposti per fermare il conflitto, in corso ormai da 4 anni. L'appuntamento è stato preparato da due incontri 'top'. A Davos, si sono riuniti Donald Trump e Volodymyr Zelensky. A Mosca, Vladimir Putin ha ricevuto Steve Witkoff e Jared Kushner, emissari del presidente americano.  La delegazione ucraina negli Emirati sarà composta dal capo dell'ufficio presidenziale e dal suo vice, Kyrylo Budanov e Serhii Kyslytsia, dal leader parlamentare del partito Servitore del Popolo e negoziatore, David Arakhamia, e dal capo di Stato Maggiore dell'Ucraina, Andrii Hnatov.  
Il nodo principale sul tavolo è noto, come ribadisce Zelensky. La questione dei territori nell'est dell'Ucraina "non è ancora stata risolta" e continua a rappresentare "la parte più difficile" nei negoziati, dice il presidente ucraino, aggiungendo che nel trilaterale verranno discusse "diverse varianti" per sbloccare l'impasse. Riflettori puntati sul Donbass: la Russia punta ad ottenere il territorio per via diplomatica o sul campo di battaglia. In realtà, le truppe di Mosca sono lontane dall'obiettivo di controllare l'intera regione. Kiev non è intenzionata a prendere in considerazione sacrifici territoriali, soprattutto senza prima aver consultato la popolazione con un referendum. Lo stallo, inevitabile, dura da mesi, per la frustrazione di Trump che non riesce a completare la missione da pacificatore. "Abbiamo incontrato il presidente Trump e i nostri team stanno lavorando quasi ogni giorno. Non è semplice. I documenti volti a porre fine a questa guerra sono quasi, quasi pronti", aggiunge Zelensky, ammettendo che il "dialogo" con Trump "non è semplice", nonostante l'incontro "positivo" avuto a margine del World Economic Forum.  Il presidente ucraino riconosce che Washington è di fatto l'unico reale interlocutore di rilievo in Occidente. L'Europa, dice Zelensky, sembra intrappolata nel copione del "film 'Il giorno della marmotta': facciamo le stesse cose ogni giorno per mesi, anni. Non si può vivere così. L'Europa sembra ancora più una questione di geografia, storia e tradizione che una vera forza politica. Non una grande potenza. Non dovremmo accettare l'idea che l'Europa sia solo un insieme di potenze piccole e medie, condite con nemici dell'Europa -le parole del leader di Kiev – Quando siamo uniti, siamo davvero invincibili. L'Europa può e deve essere una forza globale. Non una forza che reagisce in ritardo, ma una forza che definisce il futuro". Il quadro attuale è nettamente diverso. "Invece di diventare una potenza veramente globale, l'Europa rimane un affascinante ma frammentato caleidoscopio di potenze piccole e medie. Invece di assumersi la responsabilità decisiva di difendere la libertà in tutto il mondo, soprattutto ora che l'attenzione dell'America si sta spostando altrove, l'Europa sembra smarrita", afferma ancora. Il Vecchio Continente, così com'è, non ha chance di influenzare gli Usa: "Alcuni cercano di convincere il presidente degli Stati Uniti a cambiare rotta. Ma lui non cambierà. Il presidente Trump ama ciò che è. Dice di amare l'Europa, ma non ascolterà questo tipo di Europa". "Qual è il messaggio che mandiamo a Putin, alla Cina? L'Europa resta in modalità Groenlandia", quasi spettatrice. "Forse un giorno qualcuno farà qualcosa".  
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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