(Adnkronos) –
Dalla pace impossibile tra Ucraina e Russia alle lodi indirette a Vladimir Putin. Donald Trump inverte rotta nel giro di 24 ore e invia il nuovo messaggio conciliante verso il Cremlino. Il presidente degli Stati Uniti, rispondendo alle domande dei media alla Casa Bianca, si esprime sull'imminente entrata in vigore della tregua dichiarata unilateralmente da Mosca. "Sembra poco, ma è tanto", dice riferendosi al cessate il fuoco che Putin ha proclamato dall'8 all'11 aprile Tre giorni di stop alle ostilità, per il presidente della Russia una polizza sulla sicurezza della Giornata della Vittoria, con la parata del 9 maggio in programma a Mosca per celebrare gli 80 anni della vittoria sulla Germania nazista. Trump non si sofferma sulle motivazioni alla base dell'iniziativa di Putin, la seconda dopo la tregua di 30 ore a Pasqua. Il presidente degli Stati Uniti 'si sforza' per vedere un segnale positivo nell'apparente apertura del Cremlino. Nessun riferimento, nella circostanza, alla posizione dell'Ucraina: il presidente Volodymyr Zelensky ha ribadito la disponibilità di una tregua di 30 giorni e non ha attribuito alcun valore all'iniziativa di Putin. La sicurezza dei leader che si recheranno a Mosca il 9 maggio, ha avvertito, è responsabilità di Mosca.
"In questa guerra muoiono 5000 persone a settimana, soldati russi e ucraini. E' una situazione terribile, abbiamo avuto un presidente che per 3 anni non ha parlato con Putin. E' una guerra orribile, i numeri reali sono molto più alti di quelli che sentite", ripete Trump riferendosi alle vittime provocate dal conflitto che non sarebbe mai iniziato se lui fosse stato alla Casa Bianca. "La Russia vuole fare un accordo, l'Ucraina vuole fare un accordo. Il presidente Putin ha appena annunciato una tregua di tre giorni, non sembra granché ma è molto se si considera da dove siamo partiti", dice Trump. Una sola frase sembra indicare un cambiamento evidente rispetto alle dichiarazioni rilasciate all'emittente Nbcnews e trasmesse domenica dal programma 'Meet the press': "Forse la pace tra Ucraina e Russia è impossibile, c'è troppo odio" tra Putin e Zelensky. Dalla rassegnazione alla speranza nel giro di 24 ore, in un gioco di dichiarazioni in cui si alternano delusione e ottimismo, annunci e ultimatum: "Quando stiamo per arrivare alla mia deadline – ha detto recentemente il presidente americano – succede qualcosa di positivo". In una fisarmonica diplomatica, Trump intanto si confronta con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, altra figura che si è proposta come elemento di mediazione: "Ho avuto un colloquio telefonico molto positivo e produttivo con il presidente della Turchia", si legge in un post su Truth del presidente degli Stati Uniti, che precisa di aver parlato con il leader turco di vari dossier, "compresa la guerra Russia/Ucraina, tutto quanto riguarda la Siria, Gaza e altro. Non vedo l'ora di lavorare con il presidente Erdogan per porre fine alla ridicola, ma mortale, guerra tra Russia e Ucraina – Ora", aggiunge. Il vero elemento 'game changer', però, è destinato ad essere l'eventuale incontro tra Putin e Trump. Il Cremlino, che nelle ultime settimane si è limitato a dichiarazioni attendiste e vaghe, per la prima volta definisce "necessario" il faccia a faccia tra i due leader.
''Riteniamo che per molti versi sia ovviamente necessario un incontro'' tra Putin e Trump, che ''è sulla bocca di tutti'', dice Peskov, portavoce della presidenza russa. Per cui ''deve essere preparato e ciò richiede sforzi a diversi livelli di competenza. Ciò richiede contatti continui tra Mosca e Washington, che sono stati avviati e sono attualmente in corso". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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