Nel primo trimestre del 2026, la Liguria ha registrato un aumento significativo del turismo, con un incremento del 9,7% degli arrivi e del 12% delle presenze rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, questo boom turistico non si è tradotto in un aumento dell’occupazione nel settore, anzi, il comparto del commercio, alberghi e ristorazione ha perso ben 10.271 occupati.
Questo paradosso ha acceso i riflettori sui problemi strutturali del mercato del lavoro regionale, con i sindacati che chiedono interventi urgenti per invertire la tendenza. La situazione è stata analizzata dai segretari generali di Cisl Liguria e Cgil Liguria che hanno evidenziato le criticità del settore e proposto soluzioni per migliorare la qualità del lavoro e contrastare il fenomeno del lavoro nero.
Il paradosso del turismo ligure: più visitatori, meno occupati
Secondo i dati Istat, nel primo trimestre del 2026 la Liguria ha registrato un totale di 650.953 occupati, con un incremento marginale dello 0,03% rispetto allo stesso periodo del 2026. Questo equilibrio è il risultato di dinamiche contrastanti: da un lato, l’aumento delle occupate donne e dei dipendenti del settore industriale, dall’altro, la contrazione degli occupati uomini, dei lavoratori subordinati di alcuni comparti e degli autonomi.
Il settore dei servizi ha subito un calo significativo, con una perdita di 12.000 occupati, passati da 508.000 a 496.000. La contrazione più marcata si è registrata nel comparto del commercio, alberghi e ristorazione che ha perso 10.271 addetti, scendendo da 144.000 a 134.000. In particolare, i lavoratori dipendenti sono diminuiti di 13.000 unità, mentre i lavori indipendenti sono aumentati da 41.000 a 44.000.
Le cause del calo occupazionale nel turismo
Maurizio Calà, segretario generale della Cgil Liguria ha attribuito il calo occupazionale nel settore turistico al ricorso al lavoro nero. “Un fenomeno che si può spiegare solo con il ricorso al lavoro nero”, ha dichiarato Calà, sottolineando che “una parte significativa delle imprese del settore si è collocata in una situazione di evasione fiscale e contributiva”.
Luca Maestripieri, segretario generale della Cisl Liguria ha evidenziato altre criticità, tra cui la crisi salariale con stipendi spesso non adeguati al costo della vita, e la diffusa precarietà contrattuale legata alla stagionalità del comparto. “Cantieri, autostrade congestionate e collegamenti complessi non soltanto scoraggiano i flussi turistici al di fuori dell’altissima stagione, ma pesano anche sulla gestione delle imprese e sulla qualità della vita dei lavoratori”, ha aggiunto Maestripieri.
Le soluzioni proposte dai sindacati
Per affrontare queste criticità, i sindacati hanno proposto diverse soluzioni. La Cisl Liguria ha sottolineato l’importanza del Patto per il lavoro nel Turismo promosso anche dalle organizzazioni sindacali, che punta a favorire una maggiore stabilità occupazionale, con più assunzioni di qualità e un maggiore ricorso ai contratti a tempo indeterminato.
La Cgil Liguria ha annunciato la richiesta di un incontro con l’assessore regionale al Turismo per affrontare il fenomeno del lavoro nero e dell’evasione fiscale e contributiva. “Siamo fortemente preoccupati da questa realtà e chiederemo un incontro all’Assessore regionale al turismo perché questo fenomeno va affrontato celermente”, ha dichiarato Calà.
Le soluzioni proposte dai sindacati potrebbero rappresentare un passo importante verso un mercato del lavoro più stabile e sostenibile.



