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Trump: “Buone notizie su tregua”. Appello a Putin: “Non uccidere gli ucraini nel Kursk”

(Adnkronos) –
"Buone notizie" sulla tregua tra Russia e Ucraina. Donald Trump non scende nei dettagli ma si mostra moderatamente ottimista sui negoziati per porre fine alla guerra in corso da oltre 3 anni. Gli Stati Uniti hanno proposto un cessate il fuoco di 30 giorni: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha già detto sì. Da Mosca, Vladimir Putin ha posto una serie di condizioni che vengono discusse con Washington.  "Ho ricevuto delle notizie abbastanza buone – dice Trump intervenendo al Dipartimento della Giustizia – ma dobbiamo vedere come si evolverà la situazione. C'è ancora molta strada da fare". "Penso che ci siamo", aggiunge, continuando a evidenziare il rischio che il conflitto possa degenerare in una Terza Guerra Mondiale. "Abbiamo avuto alcune conversazioni molto positive con Russia e Ucraina", dice prima di puntare il dito contro Kiev: "Non dovresti provocare qualcuno molto più grande di te", dice, attribuendo almeno parzialmente la responsabilità della guerra all'Ucraina. In un'intervista che verrà trasmessa domenica dalle emittenti del gruppo Sinclair, Trump lascia intendere che le prossime 48-72 ore saranno importanti, se non fondamentali. "Ne sapremo di più lunedì", dice. "Come sapete, abbiamo un accordo per il cessate il fuoco con il gruppo ucraino e stiamo cercando di raggiungerlo anche con la Russia – afferma – e credo che finora stia andando bene. Ne sapremo di più lunedì e speriamo che vada bene".  Intanto, Trump – facendo anche un po' di confusione – documenta i contatti avuti con Putin attraverso l'inviato speciale Steve Witkoff, che è stato ricevuto al Cremlino. "Abbiamo avuto discussioni molto positive e produttive con il Presidente russo Vladimir Putin, e ci sono ottime possibilità che questa orribile e sanguinosa guerra tra Ucraina e Russia possa finalmente giungere alla fine", il messaggio che Trump pubblica sul social Truth. Si pensa ad un colloquio diretto tra i due leader, perché il presidente americano afferma che "in questo momento migliaia di truppe ucraine sono completamente circondate dai militari russi e in una posizione molto vulnerabile. Ho chiesto con forza al presidente Putin di risparmiare le loro vite. Sarebbe un massacro orribile, mai visto dai tempi della Seconda Guerra Mondiale". L'uso della prima persona trae in inganno e la Casa Bianca deve chiarire: nessun contatto diretto con Putin.  
Trump, attraverso Witkoff, solleva il tema scottante legato alla presenza di soldati ucraini nella regione russa di Kursk. Per Putin, le forze di Mosca hanno "il controllo completo del territorio" e ai militari ucraini rimangono due opzioni: "Morire o arrendersi". L'appello di Trump non passa inosservato: "Ho letto la richiesta. Per implementarla, Kiev deve dare l'ordine ai suoi soldati nel Kursk, devono arrendersi. Se i soldati ucraini depongono le armi, avranno salva la vita e riceveranno un trattamento dignitoso", dice Putin, come riferisce la Tass. In mezzo, le news fornite dai vertici militari ucraini: "Non c'è nessun accerchiamento". I soldati di Kiev stanno abbandonando le posizioni più avanzate e si stanno ritirando. "La situazione nella regione del Kursk è ovviamente molto difficile", dice Zelensky, evidenziando che la strategia di Kiev ha costretto la Russia a concentrare uomini e mezzi sul proprio territorio. Kursk è inevitabilmente uno snodo cruciale delle trattative per la tregua e poi per la pace duratura. Con il controllo totale del proprio territorio, la Russia potrebbe tentare una nuova spallata in particolare nell'oblast ucraino di Sumy, condizionando inevitabilmente gli equilibri e il processo negoziale, che rischia di rimanere impantanato tra le numerose condizioni citate da Putin nella giornata di giovedì. "Putin -ripete Zelensky- ormai fa tutto quello che può per sabotare la diplomazia ponendo condizioni estremamente difficili e inaccettabili fin dall'inizio, prima ancora di un cessate il fuoco"..     —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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