(Adnkronos) – Una storia lunga quella della presunta truffa dei figli in Brasile, con paternità attribuite in maniera 'facile' a facoltosi europei, soprattutto italiani. L'Adnkronos l'ha raccontata fin dall'inizio, partendo dalla denuncia di Nunzio Bevilacqua, avvocato esperto di affari internazionali, che ha raccontato la sua vicenda personale, nata da una relazione con una donna italo-brasiliana, Barbara Zandomenico Perito, che si sarebbe poi rivelata – secondo le indagini difensive – una 'recluta' di quella che potrebbe configurarsi come una vera e propria associazione a delinquere. Negli ultimi tre anni è andato avanti un contenzioso a distanza tra Roma e Pedras Grandes, un paese nello Stato di Santa Catarina, dove, sempre secondo le ricostruzioni di parte, ci sarebbe la casa della 'matriarca', fulcro della 'setta' che recluterebbe ragazze per incastrare stranieri benestanti, preferibilmente italiani, e renderli padri fittizi di figli in realtà prodotti in serie, con il contributo di 'un santone' e la complicità di un contesto colluso. I fatti si riferiscono al 2021 e sono stati portati alla luce da 15 mesi di indagini di parte, tra Rio de Janeiro, Minas Gerais, San Paolo e Florianopolis. Ci sono procedimenti giudiziari aperti in Brasile e in Italia, dove Bevilacqua continua la battaglia per la difesa dei suoi diritti e della sua reputazione. Ritiene di non essere il padre della figlia di cui gli viene attribuita la paternità, ha prodotto prove scientifiche sull'inattendibilità di un test del Dna, ha ricostruito tutti gli elementi di quei comportamenti che, dal suo punto di vista, costituiscono reati prima connessi con una truffa e con il ricatto e poi con le minacce e la diffamazione. Questo perché nel corso del tempo è stata costruita in Brasile una campagna contro di lui almeno intensa quanto le sue denunce. Oggi, un'intervista video di Barbara Zandomenico Perito, che è indagata in Italia e sedicente vittima in Brasile, mette in fila una serie di nuovi elementi che vale la pena raccontare. Il primo è il profilo del media che ospita un talk (con il titolo 'Il confronto che mancava') a cui partecipano oltre alla stessa donna, il sindaco di Pedras Grandes, Agnaldo Filippi, e il sociologo Daniel Taddone, presidente di Natitaliani, un'associazione che unisce e sostiene gli italiani nati all’estero di tutto il mondo nella tutela dei loro diritti: è la testata a cui fanno riferimento le entità che lavorano sull'intermediazione dei passaporti e le cittadinanze nel Sud del Brasile, chiaramente schierate contro la stretta sulle cittadinanze facili voluta in Italia dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Poi ci sono le risposte che Barbara Zandomenico Perito concede con apparente disinvoltura, forte evidentemente di rassicurazioni sull'esito del procedimento giudiziario in Brasile. Sono risposte che smontano, una a una, le stesse accuse che lei ha rivolto a Bevilacqua. Ha ricevuto violenza fisica? "No, non ho mai ricevuto violenza fisica ma sarebbe potuto succedere in un altro tempo e in un altro luogo". Ha mai subito stalking, visto che ha ottenuto una misura interdittiva per Bevilacqua? "In relazione a questo non ho rapporti con lui da molto tempo, dall’inizio della mia gravidanza; e lui non è mai entrato in contatto con me in nessuna forma". E allora di quale 'persecuzione' lo accusa? "Ha inviato un avvocato penalista per fare una investigazione su questo caso ed è stato due settimane nella regione a fare domande a medici e strutture sanitarie". Su questo punto, ci sono due elementi da puntualizzare. Primo, ci sono tutti i documenti ufficiali che attestano che l'investigazione è stata approvata dall'ordine degli avvocati brasiliani e che è dunque un legittimo atto di indagine. Secondo, nessuno ha mai dato risposte all'avvocato incaricato, il noto penalista Edson Ribeiro. C'è poi un altro frammento di risposta che attribuisce a Bevilacqua la responsabilità di essere il 'mandante' dell'inchiesta svolta dalla trasmissione Mediaset 'Le Iene' in Brasile, con la contestazione di aver condotto un'intervista in strada, in modo invasivo, e di aver 'invaso' la sua proprietà privata. Quindi, sintetizzando, per stessa ammissione di chi lo ha accusato, da parte di Nunzio Bevilacqua nessuna violenza, nessuno stalking, insieme al diritto di cronaca di una testata giornalistica che, ovviamente, non ha mandanti e si muove in assoluta autonomia. Restano, invece, tutte le accuse rivolte da Bevilacqua a Barbara Zandomenico Perito, di cui si sta occupando la giustizia italiana. (Di Fabio Insenga)
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