(Adnkronos) – L’aggiornamento del paniere Istat per il calcolo dell’inflazione non convince il Codacons, secondo il quale "nel 2025 si arricchisce di voci che non sembrano apportare un reale contributo al miglioramento delle rilevazioni dei prezzi al dettaglio". L'associazione contesta il fatto che siano entrati "il pantalone corto da donna, lo speck e il topper per il materasso, quest’ultimo sull’onda lunga di programmi televisivi che hanno pubblicizzato i benefici di tale prodotto trasformandolo in una moda del momento, mentre escono i test per il Covid-19, il cui consumo è certamente crollato con la fine dell’emergenza sanitaria, ma non è sparito del tutto". Il Codacons fa notare "in particolare come dal calcolo dell’andamento dei prezzi al dettaglio diminuisca per il terzo anno consecutivo il peso della voce “alimentari”, spesa primaria che incide in modo rilevante sui redditi delle famiglie". "Se da un lato è corretta la scelta dell’Istat di aumentare il peso dei beni energetici, che dopo la fine del mercato tutelato di luce e gas hanno visto un incremento dei prezzi specie sul mercato libero, dall’altro appare del tutto inspiegabile la riduzione operata per i prodotti alimentari e le bevande analcoliche, il cui peso nel paniere si riduce per il terzo anno consecutivo – denuncia – Si tratta di beni primari i cui prezzi al dettaglio risultano in costante crescita nell’ultimo triennio, e che incidono in modo rilevante sui redditi delle famiglie e sulle spese dei cittadini". —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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