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Tabacco, Rapporto Maciste: per mercato illecito rapida trasformazione digitale

(Adnkronos) – Un mercato illecito sempre più digitale, frammentato e difficile da intercettare. È il quadro che emerge dall’analisi del Tavolo M.A.C.I.S.T.E. promosso dalla Fondazione “Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare” Maciste e dedicato all’evoluzione del commercio illecito dei prodotti del tabacco e delle sigarette elettroniche in Europa e in Italia. Durante il panel “La difesa del Made in Italy attraverso la lotta all’illecito: il caso dei tabacchi”, tenutosi oggi presso la sede Coldiretti nell’ambito del convegno “Crescita sostenibile e competitività del Made in Italy: opportunità e sfide per le nostre filiere”, è stato sottolineato come le tradizionali rotte criminali si stiano integrando con nuove piattaforme di distribuzione online, generando effetti profondi su gettito fiscale, legalità, salute e occupazione. Secondo il rapporto Maciste, nel 2024 in Europa sono state consumate 52 miliardi di sigarette illegali, per una perdita fiscale di 14,9 miliardi di euro. I dati mostrano forti squilibri territoriali, con la Francia che raggiunge quasi il 38% di consumo irregolare e i Paesi Bassi che, dopo aver optato per un aumento significativo dei prezzi, registrano un incremento di circa dieci punti percentuali in un solo anno. A questa evoluzione si aggiunge l’espansione delle cosiddette white illicit provenienti dall’Est Europa e una crescente infiltrazione nelle piattaforme e-commerce e nei canali criptati, che consentono transazioni rapide, anonime e difficilmente tracciabili. In Italia, il mercato del tabacco combusto illecito ha un’incidenza dell’1,8%, grazie all’incessante opera di controllo e repressione attuato dalle autorità e dalle forze dell’ordine, unito ad un quadro avanzato e robusto di regole sul comparto: dati ed approcci che posizionano il nostro Paese come una best practice a livello europeo. A testimonianza dell’efficacia di tale attività, le brillanti operazioni che hanno portato alla scoperta di opifici clandestini in Lazio, Piemonte e Lombardia, spesso legati a manodopera irregolare e capaci di produrre milioni di sigarette al giorno destinate ai mercati europei più remunerativi. Tuttavia, la ricerca Maciste evidenzia una trasformazione legata alle sigarette elettroniche che si spostano rapidamente verso canali digitali dove il controllo risulta più difficoltoso. L’illegalità in questo segmento si stima coinvolga circa un milione e mezzo di consumatori e vale 1,2 miliardi di euro, pari al 5% del mercato nazionale. Per alcune categorie, come le e-cig monouso e le capsule, il tasso di irregolarità stimata supera il 40–60%. Il danno economico complessivo per l’Italia nel 2024 derivante dalla vendita illecita di prodotti del tabacco e della nicotina viene stimato in 620 milioni di euro di imposte non riscosse e 540 milioni di fatturato sottratto alla filiera legale, con un impatto negativo diretto sull’occupazione di circa 5.100 posti di lavoro. Accanto alle implicazioni fiscali, i prodotti illegali non controllati comportano rischi per la salute e impatti sull’ambiente dovuti alle componenti elettroniche non smaltite correttamente. Un contributo rilevante allo studio è stato fornito dal report “Illicit tobacco trade 2025”, presentato al tavolo Maciste dalla Guardia di Finanza.Il documento, nel fornire i dati aggiornati sui risultati di servizio conseguiti nel settore del contrasto al contrabbando di tabacchi e sigarette elettroniche, si focalizza su un trend criminale affermatosi in modo particolare negli ultimi due anni, ossia la tendenza delle organizzazioni criminali ad investire ingenti risorse economiche nella produzione illegale di sigarette direttamente all'interno del territorio nazionale, utilizzando opifici clandestini e manodopera irregolare. Secondo il report, tra settembre 2024 e settembre 2025, la Guardia di Finanza ha individuato e sequestrato, in Italia, 10 opifici illegali. Si tratta di fabbriche abusive che operano 24 ore al giorno, che sono dotate di sofisticati mezzi di produzione e sorveglianza e che sono in grado di assicurare ingenti profitti in tempi contenuti alle organizzazioni criminali. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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