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21 Settembre 2026

Strettamente in piazza: i precari della Giustizia chiedono stabilità

I dipendenti precari della Giustizia scendono in piazza per chiedere contratti stabili e più risorse ai tribunali.

Strettamente in piazza: i precari della Giustizia chiedono stabilità

Il 21 settembre è stato al centro di una manifestazione capillare che ha coinvolto i precari della Giustizia di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. In tutta Italia, le sedi dei tribunali hanno visto aggregarsi lavoratori, sindacalisti e cittadini, nel quadro di una giornata di mobilitazione nazionale promossa dalla Fp Cgil. Lo slogan “Stabilizzateli tutti” ha riunito chi, da mesi, è impegnato nella riduzione dell’arretrato giudiziario e nella gestione quotidiana delle cancellerie.

Al centro del dibattito vi è la scadenza imminente dei contratti stipulati con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) fissata al 30 settembre. Il ministero della Giustizia non ha ancora fornito indicazioni certe su proroghe o trasformazioni in contratti a tempo indeterminato lasciando i dipendenti in una condizione di grande incertezza.

Presidio a Bologna e nelle province dell’Emilia Romagna

Alle ore 12.30 del 21 settembre, il Tribunale di Bologna è stato il punto focale del presidio regionale. Parallelamente, in ogni sede giudiziaria della regione, i lavoratori hanno effettuato una marcia simbolica, facendo eco alle proteste nazionali. La partecipazione è stata particolarmente numerosa nelle sedi di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, dove i dipendenti hanno scandito il loro disagio con cartelli e cartelloni che chiedevano la stabilizzazione immediata di tutti i contratti scaduti.

Scadenza dei contratti PNRR e incertezza del Ministero

Le figure professionali impiegate con i fondi del PNRR hanno dimostrato la loro indispensabilità: hanno accelerato lo smaltimento dell’arretrato, garantito il corretto funzionamento delle cancellerie e sostenuto le procure. Tuttavia, a pochi giorni dalla scadenza, il decreto-legge n. 144/2026 è ancora in discussione alla Camera, senza che siano state inserite disposizioni chiare sulla proroga o sulla stabilizzazione dei dipendenti. La Fp Cgil ha sottolineato che, se entro l’1 ottobre gli uffici giudiziari dovessero rimanere privi di queste risorse, il rischio è una paralisi dei servizi già gravati da croniche carenze di organico.

Proposte di modifica al decreto-legge n. 144/2026 e richiesta di finanziamenti

Per fronteggiare la crisi, la Fp Cgil ha presentato emendamenti mirati a modificare l’articolo 7 del decreto in esame. La proposta prevede di raddoppiare i fondi destinati al 2026 passando da 19,7 a 39,4 milioni di euro, e di estendere la durata dei contratti da tre a sei mesi, finanziando l’incremento con i fondi strutturali già esistenti. Tale intervento, secondo il sindacato, consentirebbe di garantire la proroga immediata dei contratti e di avviare la stabilizzazione di tutti i lavoratori a partire dal 1° gennaio 2027.

Impatto sul funzionamento dei tribunali

La Fp Cgil ha ribadito che la stabilizzazione del personale non è solo una questione di giustizia sociale ma rappresenta l’unico strumento concreto per salvare l’efficienza dei tribunali italiani. Gli organizzatori hanno sostenuto che gli organici attuali sono dimezzati rispetto al fabbisogno reale, aggravando i carichi di lavoro e minacciando un possibile collasso dei servizi giudiziari. La richiesta è rivolta al governo e al ministro della Giustizia, Carlo Nordio perché adotti misure urgenti volte a evitare il deterioramento della qualità e della tempestività dell’amministrazione della giustizia.

Paolo Mariani
Autore

Paolo Mariani

Paolo Mariani, giornalista esperto di mercato del lavoro e politiche occupazionali, racconta contratti, carriere e trasformazioni del mondo professionale con taglio pratico e attento ai diritti dei lavoratori.