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Situazione critica per Peg Perego e Lafert: incontro in Regione

Le aziende di San Donà affrontano sfide significative, con riduzioni di personale e incertezze sul futuro.

La crisi occupazionale a San Donà

La situazione economica di Peg Perego e Lafert, due storiche aziende di San Donà, è diventata oggetto di attenzione a livello regionale. Entrambe le realtà si trovano a fronteggiare una crisi occupazionale che ha portato a significative riduzioni di personale. Peg Perego, nota per la produzione di passeggini e seggioloni, ha annunciato che a partire da aprile il numero dei dipendenti passerà da 111 a 58. Questa drastica decisione è il risultato di un calo delle vendite che ha colpito l’azienda negli ultimi anni.

Incontro con le istituzioni

Per affrontare questa situazione, è stato convocato un incontro con l’unità di crisi della Regione, previsto per l’11 marzo. I rappresentanti sindacali, tra cui Riccardo Montagner della Fim Cisl, hanno espresso preoccupazione e hanno chiesto un intervento della Regione per garantire la ricollocazione dei lavoratori e la continuità delle attività produttive. La riduzione del personale sarà accompagnata da incentivi all’esodo, con bonus fino a 30mila euro per i dipendenti in uscita.

Le prospettive future

Nonostante la grave situazione, la proprietà di Peg Perego ha dichiarato di non voler chiudere lo stabilimento. Tuttavia, il clima di incertezza persiste, e i lavoratori rimasti non potranno contare su un orario di lavoro pieno. Attualmente, si prevede un passaggio da 25 a 30 ore settimanali, ma non si è ancora tornati alle 40 ore necessarie per una piena saturazione. I sindacati stanno richiedendo la Cassa integrazione straordinaria in deroga per affrontare la crisi.

Il ruolo della Regione

La Regione ha mostrato disponibilità a supportare i lavoratori attraverso percorsi di ricollocamento, ma le preoccupazioni rimangono elevate, soprattutto per le lavoratrici monoreddito. Francesca Zottis, consigliera regionale del Pd, ha sottolineato l’importanza di garantire dignità e certezze a queste persone, che si trovano in una posizione fragile. La scadenza del contratto di solidarietà a fine marzo potrebbe portare a licenziamenti, rendendo urgente un intervento decisivo da parte delle istituzioni.

Redazione

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