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Serie A, Milan primo club per fatturato. Real da record: un miliardo di entrate

(Adnkronos) – Il Milan è il primo club italiano di calcio per fatturato e si classifica al tredicesimo posto in classifica con un fatturato pari a 397,6 milioni di euro. L'Inter, con391 milioni si classifica al quattordicesimo posto. La Juventus è il club che ha registrato il calo più significativo in classifica (356 milioni di euro), passando dall'11° al 16° posto, la posizione più bassa del club nella storia della Money League, soprattutto a causa dell’assenza dal calcio europeo nel 2023/24. E' quanto emerge dalla 28ª edizione della Football Money League, pubblicata da Deloitte Sports Business Group.  La speciale classifica è guidata dal Real Madrid (1,045 miliardi) che ha stabilito un nuovo traguardo, diventando la prima squadra a produrre 1 miliardo di euro di entrate in una singola stagione. Al secondo posto si conferma il Manchester City (838 milioni di euro) mentre al terzo si mantiene il Paris Saint-Germain (806 milioni). Seguono Manchester United (771 milioni), Bayern Monaco (765 milioni), Barcellona (760,3 milioni), Arsenal (716,5 milioni), Liverpool (714,7 milioni), Tottenham (615 milioni), Chelsea (545,5 milioni), Borussia Dortmund (513,7 mln), Atletico Madrid (409,5 milioni). Poi quindi Milan, Inter, Newcastle (371,8 mln) e Juventus.  I primi 20 club di calcio per fatturato a livello mondiale hanno realizzato complessivamente la cifra record di 11,2 miliardi di euro nella stagione 2023/24. I ricavi da match day sono cresciuti del +11% su base annua, confermandosi ancora una volta il flusso di entrate a maggiore crescita per i club grazie a un aumento della capacità degli stadi, ai prezzi dei biglietti e alle offerte premium per le partite. I ricavi da match day hanno superato i 2 miliardi di euro per la prima volta in assoluto, assorbendo il 18% dei ricavi totali, ossia la quota più alta dal 2014/15 (19%). Con 4,9 miliardi di euro la parte commerciale è rimasta però la principale fonte di entrate per i club della Football Money League per il secondo anno consecutivo, rappresentando il 44% dei ricavi totali. L'aumento del +10% rispetto all'anno precedente è stato in gran parte determinato da un aumento degli eventi dal vivo di natura non calcistica, da un miglioramento delle vendite al dettaglio e da un aumento degli introiti da sponsorizzazione. Non si registra invece un incremento degli introiti televisivi (4,3 miliardi di euro) in quanto tutti i principali campionati hanno mantenuto gli stessi cicli di broadcast della stagione precedente. I cinque grandi campionati (Italia, Spagna, Inghilterra, Francia, Germania) vivono un periodo caratterizzato da ricavi radiotelevisivi relativamente stabili grazie a contratti nazionali di diritti tv a lungo termine, che dureranno almeno fino al 2027.  "I club della Money League continuano a battere nuovi record, diversificando anche il modo in cui generano le entrate" commenta Tim Bridge, lead partner di Deloitte Sports Business Group. "Se le entrate commerciali dominano la scena per i primi dieci club della Money League, le entrate televisive rimangono ancora cruciali per le squadre nella seconda metà della classifica. In un momento in cui sta aumentando il numero di partite è importante però salvaguardare anche il benessere dei giocatori, affinché sia possibile mantenere la competitività dei club e conseguire nuovi successi sul campo". La performance finanziaria dei club classificati dall'11° al 20° posto è attribuibile principalmente all’impatto dei successi sul campo. L'Eintracht Francoforte (245 milioni) è uscito dalla top 20 nella stagione 2023/24 a seguito di un calo del -34% dei ricavi televisivi (calo del -16% dei ricavi totali) in seguito alla partecipazione del club alla Conference League invece che alla Champions League. Questi numeri ribadiscono l’importanza delle entrate commerciali che hanno permesso a squadre del calibro di Liverpool (715 milioni di euro), Tottenham (615 milioni di euro) e Chelsea (546 milioni di euro) di mantenere la loro posizione nella top 10 nonostante la riduzione degli introiti televisivi dovuto alla mancata partecipazione alla Champions League. "Gli stadi dei club", sottolinea Tim Bridge, lead partner di Deloitte Sports Business Group, "rappresentano ormai qualcosa di più di un semplice asset per il giorno della partita. Molti club stanno convertendo i loro stadi in luoghi di intrattenimento a 360° in grado di attirare nuovi visitatori, sponsor e opportunità di vendita al dettaglio. I club calcistici si stanno rendendo conto dell’importanza di diventare molto più che marchi sportivi". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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