(Adnkronos) – Una macchina della Polizia di Stato è stata data alle fiamme alle 22.40 di ieri davanti al Commissariato Viminale, nel cuore di Roma. Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso un uomo chinarsi nella parte posteriore di una volante e gettare sotto qualcosa, forse una molotov, da cui poi sono partite le fiamme. In corso le indagini. "Non si tratta soltanto di un atto vandalico, ma di un gesto deliberato e simbolico contro la presenza dello Stato e contro chi ogni giorno, con dedizione e sacrificio, assicura legalità e sicurezza nelle nostre città, indipendentemente dal risultato delle indagini. Un’azione che assume un valore ancora più grave per il luogo in cui è stata compiuta: un commissariato di Polizia, presidio di legalità e riferimento istituzionale per la comunità", dice intanto all'Adnkronos Enzo Letizia, segretario dell'Associazione Nazionale Funzionari di Polizia che "esprime la più ferma condanna per l’incendio doloso che, nella serata di ieri, ha colpito una volante della Polizia di Stato parcheggiata davanti al Commissariato Viminale, nel cuore di Roma". "In un contesto urbano già segnato da tensioni sociali e da fenomeni di microcriminalità, episodi come questo rappresentano un allarme che non può essere sottovalutato – ribadisce – Serve una risposta ferma e coesa: dalle istituzioni, con misure concrete di rafforzamento, e dalla politica, con un chiaro segnale di sostegno e vicinanza a chi indossa ogni giorno una divisa. Nel rinnovare la solidarietà a tutti i colleghi in servizio al Commissariato Viminale, l’Associazione ribadisce il proprio impegno nel richiedere con forza più risorse, più mezzi e più tutele per le donne e gli uomini della Polizia di Stato, affinché nessuno si senta lasciato solo nel difendere i valori democratici della nostra Repubblica". "L’incendio dell’auto della Polizia davanti al commissariato Viminale è un atto grave che colpisce direttamente chi ogni giorno rappresenta lo Stato e tutela la sicurezza dei cittadini", le parole all'Adnkronos di Domenico Pianese, segretario generale del Coisp. "Ormai troppo spesso, chi ritiene di avere una ragione da far valere, sceglie di sfogare la propria rabbia contro le forze dell’ordine, considerate il volto più visibile dello Stato. Una distorsione pericolosa – dice il sindacalista – che nasce anche da un clima culturale sempre più tollerante verso atteggiamenti di delegittimazione e ostilità nei confronti delle divise. Esprimiamo piena solidarietà ai colleghi coinvolti e ribadiamo che non può esserci alcuna giustificazione per simili episodi. Fa riflettere, inoltre, che alcune cariche istituzionali, che dovrebbero essere garanti dell’equilibrio democratico, in più di un’occasione abbiano adottato toni ambigui, se non addirittura indulgenti, verso chi alimenta questo clima d’odio. È tempo che le istituzioni, tutte, dimostrino con chiarezza da che parte stanno: o si è al fianco di chi ogni giorno rischia la vita per garantire legalità e sicurezza, o si finisce per spalleggiare chi semina sfiducia e caos". (di Silvia Mancinelli) —altrowebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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