La tornata di ballottaggi che ha riguardato tre Comuni veneti si è conclusa tra il 7 e l’8 giugno 2026, con l’esito delle urne che ha ridisegnato la guida amministrativa di Castelfranco Veneto, San Bonifacio e Monselice. La caratteristica più evidente di questa seconda fase elettorale è stata il calo dell’affluenzache in tutti e tre i territori è risultata inferiore rispetto al primo turno.
Lo spoglio delle schede, avviato alle 15 del 8 giugno dove previsto, ha confermato alcuni verdetti attesi e consegnato sorprese locali: a Castelfranco la vittoria è andata a Maria Ghimenton, a San Bonifacio ha prevalso il candidato Frigo, mentre a Monselice la fascia tricolore è stata assegnata a Ennio. Le percentuali di partecipazione e i dettagli di seggio mostrano però un quadro di partecipazione ben lontano dall’entusiasmo civico.
Castelfranco Veneto: Ghimenton trionfa in uno spoglio combattuto
Il riepilogo dei numeri a Castelfranco Veneto mette in luce una frenata della partecipazione: l’affluenza definitiva del ballottaggio si è fermata al 45,29%in calo rispetto al primo turno quando era stata del 49,32%. Nel confronto tra i candidati, Maria Ghimenton ha ribaltato la situazione rispetto al primo turno e si è aggiudicata la carica di sindaca dopo uno scrutinio serrato.
Dinamiche politiche e alleanze decisive
Al centro della contesa c’era la sfida tra Luca Pozzobon, sostenuto da LegaFratelli d’Italia e Forza Italiae Maria Ghimenton, espressione del centrosinistra. Al primo turno Pozzobon aveva ottenuto il 40,50% dei voti (pari a 6.398 preferenze), mentre Ghimenton si era fermata al 28,09%. La svolta è arrivata dall’alleanza con il candidato civico Daniele Manente, che al primo turno aveva raccolto oltre 4.000 voti e il 26,74% delle preferenze: l’intesa ha spostato equilibri e consensi, rendendo lo scrutinio più incerto fino alle prime fasi dello spoglio.
Partecipazione per sezione: punte e vuoti
Analizzando i singoli seggi si osservano forti differenze: la sezione 29 ha registrato la performance più alta con il 59,94% di votanti, seguita dalle sezioni 28 e 22 con rispettivamente il 57,55% e il 57,20%. Al contrario, alcune sezioni hanno contribuito ad abbassare la media comunale: la sezione 19 ha segnato appena il 21,66% di affluenza e la sezione 6 il 29,35%. Questi scarti indicano una partecipazione eterogenea sul territorio che ha inciso sull’esito finale.
San Bonifacio e Monselice: conferme e nomi nuovi
Anche negli altri due Comuni interessati dalla tornata il fenomeno dominante è stato il calo di partecipazione. A San Bonifacio l’affluenza si è attestata al 43,98%sensibilmente inferiore al primo turno quando era stata del 53,91%. Il vincitore è il candidato Frigo, che ha ottenuto la maggioranza nella sfida al ballottaggio e prenderà in carica la responsabilità amministrativa del Comune.
A Monselice la partecipazione è stata maggiore rispetto agli altri due centri, ma comunque in diminuzione: l’affluenza si è fermata al 55,29%contro il 60,51% del primo turno. In questa città il nuovo sindaco sarà Ennio, uscito vincitore dallo spoglio finale e incaricato di guidare la municipalità dopo la fase di ballottaggio.
Significato dei numeri per le amministrazioni locali
La diminuzione della partecipazione in tutti e tre i Comuni solleva questioni sul rapporto tra cittadinanza e istituzioni locali: un calo di turnout può derivare da stanchezza elettorale, percezione di scarsa differenza programmatica tra le opzioni o fattori logistici legati alla campagna elettorale. Per gli amministratori entranti, la sfida sarà ora quella di tradurre il mandato elettorale in azioni concrete che possano riconquistare fiducia e interesse nella popolazione.
Nei prossimi giorni le amministrazioni neo-elette avvieranno formalmente i passaggi istituzionali previsti per il cambio di guardia e programmeranno i primi atti di governo municipale. Le performance nei singoli seggi e le motivazioni dietro il calo dell’affluenza costituiranno materia di analisi per partiti e liste locali, chiamati a leggere i segnali della cittadinanza.



