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4 Agosto 2026

Riforma professioni: 15 ordini coinvolti nella modernizzazione

Il Senato ha dato il via libera alla riforma degli ordinamenti professionali. Scopri le novità per consulenti del lavoro, giornalisti e altre categorie

Riforma professioni: 15 ordini coinvolti nella modernizzazione

Il 3 agosto 2026, il Senato ha approvato in prima lettura il disegno di legge delega per la riforma degli ordinamenti professionali. Questo provvedimento, che riguarda 15 professioni, rappresenta un passo fondamentale per modernizzare il sistema ordinistico italiano. Tra le categorie interessate troviamo consulenti del lavoro, giornalisti, spedizionieri doganali e molti altri.

La riforma, firmata dai ministri del Lavoro e della Giustizia, Marina Calderone e Carlo Nordio, è stata varata dal Consiglio dei ministri il 4. Il testo impegna il governo a valorizzare il ruolo sociale ed economico delle professioni, adeguandole ai cambiamenti della società, dell’economia e della tecnologia.

Le professioni coinvolte e le novità principali

Le 15 professioni interessate dalla riforma includono architetti, assistenti sociali, consulenti del lavoro, dottori agronomi e forestali, geologi, giornalisti, ingegneri e molte altre. Tra le novità più rilevanti introdotte durante l’iter parlamentare, troviamo l’inserimento dell’attività di consulenza tra le materie di competenza, vincoli più rigidi per le società tra professionisti e il rimborso spese per i tirocinanti.

Il presidente di Professioni italiane, Rosario De Luca, ha commentato che “è un provvedimento che ridisegna il ruolo delle professioni regolamentate adeguandole ai cambiamenti della società, dell’economia e della tecnologia“. Carlo Bartoli, presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, ha sottolineato che la riforma “può essere un utile strumento per dare alla professione e ai cittadini un quadro di regole che consenta, al sistema dell’informazione, di affrontare efficacemente le sfide di oggi e di domani“.

Il percorso legislativo e le prossime tappe

Il disegno di legge è stato approvato dal Senato con 81 voti favorevoli, nessun contrario e 50 astensioni. Ora il testo passerà alla Camera per il via libera definitivo. Successivamente, saranno adottati i decreti legislativi che definiranno le attività riservate agli iscritti agli Albi e quelle libere, che potranno essere svolte da tutti i professionisti.

La riforma conferma che gli Ordini operano come enti pubblici non economici per tutelare gli interessi pubblici connessi all’esercizio della professione. Le articolazioni territoriali svolgono la funzione di rappresentanza degli iscritti, mentre i consigli nazionali rappresentano la categoria. Le elezioni dei consigli nazionali dovranno rispettare un principio di proporzionalità per garantire rappresentanza adeguata anche ai consigli territoriali più piccoli.

Rosario De Luca ha sottolineato che “la fase attuativa sarà decisiva per tradurre i principi in una disciplina concreta“. L’esperienza maturata in questi mesi permette di guardare al futuro con serenità e ottimismo, grazie all’unità e al senso di responsabilità che hanno caratterizzato la riforma.

Edoardo Marchesi
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Edoardo Marchesi

Edoardo Marchesi, voce delle notizie di Palermo, ricorda la notte in cui seguì il corteo in via Maqueda e decise di chiedere carte e nomi: da allora predilige verifiche sul campo. In redazione guida l’agenda delle emergenze e custodisce una collezione di vecchie mappe della città.