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Ricerca universitaria e carcere: attuare l’articolo 27 con il progetto Recidiva Zero

Al CNEL esperti, rettori e istituzioni hanno discusso percorsi di studio e lavoro per ridurre la recidiva e promuovere la rieducazione

Il CNEL ha ospitato il 5 marzo 2026 la prima “Giornata nazionale della Ricerca Universitaria in favore dell’articolo 27 della Costituzione”, un appuntamento pensato per rafforzare il ruolo dell’università nel reinserimento delle persone private della libertà. L’evento rientra nel programma Recidiva Zero e ha l’obiettivo di creare uno spazio stabile di confronto tra studiosi di discipline diverse che si occupano di esecuzione penale, inclusione e diritti fondamentali. In questo contesto la pena è stata discussa come occasione di rieducazione e riabilitazione, con attenzione alla dignità della persona e alla riduzione dello stigma sociale.

L’incontro ha riunito rettori, docenti e rappresentanti istituzionali per elaborare proposte concrete sul rapporto tra formazione, lavoro e percorsi di uscita dal carcere. Tra i temi al centro del dibattito sono emersi il valore della didattica in carcere, la necessità di collegare l’offerta formativa al mercato del lavoro e la centralità dei dati per valutare l’efficacia degli interventi. Per guidare la discussione è stato richiamato più volte il principio costituzionale che assegna alla pena una funzione rieducativa e che, se applicato con strumenti adeguati, può trasformare il sistema penitenziario in un luogo di opportunità.

Obiettivi e struttura del progetto Recidiva Zero

Il progetto Recidiva Zero, promosso dal CNEL in collaborazione con il Ministero della Giustizia, nasce con l’intento di mettere lo studio, la formazione e il lavoro al centro del reinserimento sociale. L’iniziativa mira a costruire un ponte stabile tra carcere e società, coinvolgendo istituzioni, imprese, sindacati e il mondo accademico. In termini pratici, Recidiva Zero propone strumenti per favorire l’accesso alla formazione universitaria e per ampliare le opportunità occupazionali dopo la detenzione, con l’obiettivo misurabile di ridurre la recidiva.

Partecipanti e alleanze

Alla giornata hanno preso parte rappresentanti della CRUI, della CNUPP e rettori di atenei come Tor Vergata e LUMSA, insieme a membri del CNEL e del Segretariato permanente per l’inclusione sociale e lavorativa. Questo schieramento evidenzia l’approccio interistituzionale: il lavoro congiunto tra ministero dell’Università, ministero della Giustizia e attori accademici è considerato indispensabile per sperimentare modelli di didattica e inserimento lavorativo che superino la separazione tra interno ed esterno. I partecipanti hanno sottolineato come il confronto tra pari e la partecipazione di studenti non detenuti nelle aule possano rappresentare leve motivazionali importanti.

I messaggi principali dagli interventi

Il presidente del CNEL, Renato Brunetta, ha ribadito che l’orientamento costituzionale verso la rieducazione richiede un equilibrio tra sicurezza e opportunità di recupero: secondo il suo intervento, dove si attivano percorsi di istruzione e lavoro la recidiva scende drasticamente. Dal canto suo il ministro dell’Università, Anna Maria Bernini, ha evidenziato nel videomessaggio il ruolo della ricerca universitaria come strumento di dignità e progetto di futuro, auspicando modelli sperimentali che favoriscano il confronto tra studenti detenuti e non detenuti.

Temi dei panel

La mattinata è stata dedicata alla dimensione giuridica, alla marginalità e al ruolo della ricerca per il sistema penitenziario; il pomeriggio ha approfondito gli spazi per l’inclusione, il benessere in carcere e l’analisi dei dati su giustizia e recidiva. I panel hanno messo in luce la necessità di combinare indicatori quantitativi con valutazioni qualitative per progettare interventi efficaci e sostenibili, sottolineando l’importanza di misurare l’impatto delle politiche su percorsi di vita reali.

Tappe, strumenti e prospettive pratiche

Le azioni di Recidiva Zero si fondano su una serie di tappe già avviate: l’accordo interistituzionale del 13 giugno 2026, l’istituzione del Segretariato permanente approvata il 19 marzo 2026 e le giornate di lavoro svolte nel 2026 e 2026. Tra gli appuntamenti di rilievo figurano la trasmissione del Disegno di Legge da parte del CNEL il 17 giugno 2026 e la seconda edizione del progetto il 17 giugno 2026, con la firma di protocolli con organizzazioni produttive. Inoltre, il 1° luglio 2026 il Segretariato ha avviato un cronoprogramma di interventi dopo l’appello del Presidente della Repubblica, mentre il 23 ottobre 2026 l’Assemblea CNEL ha approvato un nuovo Disegno di legge in materia di lavoro penitenziario.

Verso applicazioni concrete

Per passare dalla discussione alle pratiche operative sono state proposte misure come l’ampliamento delle università aderenti alla CNUPP, la sperimentazione di aule miste e l’accesso alla piattaforma SIISL per garantire il collegamento con il mercato del lavoro. Queste azioni intendono ridurre lo stigma e creare percorsi premiali che favoriscano un progetto di vita diverso per chi esce dal carcere, con l’obiettivo condiviso di una maggiore sicurezza collettiva fondata sulla reintegrazione.

In conclusione, la giornata al CNEL ha rimarcato come la ricerca universitaria possa essere un volano di cambiamento per il sistema penitenziario: investire in istruzione, formazione e lavoro non è solo una scelta etica, ma una strategia pragmatica per ridurre la recidiva e responsabilizzare comunità e istituzioni verso percorsi di reale reinserimento.

Giulia Romano

Ha speso budget pubblicitari che farebbero girare la testa a molti imprenditori, imparando cosa funziona e cosa brucia soldi. Ogni euro mal speso in ads l'ha pagato con notti insonni e riunioni difficili. Ora condivide quello che ha imparato senza i giri di parole del marketing tradizionale. Se una strategia non porta risultati misurabili, non la consiglia.

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