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18 Giugno 2026

Rete futuro: quasi 98 mila partecipanti e 7.500 iniziative per l’inserimento lavorativo giovanile

Il progetto Rete, promosso dal Ministero per lo Sport e i Giovani con Invitalia, ha coinvolto 97.990 persone e realizzato 7.548 iniziative; l'evento nazionale del 11 giugno 2026 ha illustrato risultati, hub attivi e le misure più richieste dai giovani imprenditori.

Rete futuro: quasi 98 mila partecipanti e 7.500 iniziative per l'inserimento lavorativo giovanile

Durante l’evento nazionale “Rete Futuro” svoltosi a Roma l’11 giugno 2026 sono stati resi noti i risultati del progetto Retenato per collegare i giovani al mondo produttivo e favorire orientamento, formazione e autoimprenditorialità. La presentazione ha messo a sistema numeri, esperienze dirette e prospettive di ampliamento degli hub territoriali, confermando l’impatto concreto dell’iniziativa su territori diversi per vocazione economica.

La fotografia aggiornata al 15 maggio 2026 mostra una rete di attività e opportunità che ha raggiunto quasi 98 mila persone: tra studenti, NEET, disoccupati e aspiranti imprenditori si delinea un percorso che unisce servizi di orientamento e strumenti di accesso alle agevolazioni gestite da Invitalia.

Dati chiave presentati a Roma e composizione degli hub

Al 15 maggio 2026 il progetto conta 7.548 iniziative articolate in 4.287 incontri di orientamento, 2.280 attività formative e 981 iniziative di animazione. Gli utenti coinvolti sono 97.990di cui 79.151 studenti, 14.108 giovani disoccupati o NEET e 3.682 imprese o aspiranti imprenditori. Questi numeri sono stati illustrati durante la giornata che ha visto la partecipazione del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, del Capo Dipartimento Giuseppe Pierro e della Responsabile Sviluppo Imprese di Invitalia, Danila Sansone, insieme ai referenti degli hub e a rappresentanti di università, Camere di Commercio e imprese.

Gli hub territoriali e le vocazioni produttive

Al momento sono operativi sei hub sul territorio: Nuoro, Verona, Salerno, Novara, Brindisi e Palermo. Ciascun presidio è caratterizzato da ambiti produttivi specifici: Nuoro con l’agrifoodVerona orientata a cultura e imprese creative, Salerno su agrifood, Novara su meccatronica, chimica verde e moda, Brindisi su turismo ed economia del mare e Palermo focalizzata su startup innovative. L’obiettivo dichiarato è raggiungere 15 hub entro il prossimo anno e successivamente avere almeno un presidio in ogni Regione.

Impatto su stage, imprese e progetti imprenditoriali

Sul versante delle inserzioni lavorative, al 31 marzo 2026 risultano completati 285 percorsi di stage: 123 partecipanti sono stati assorbiti dalle imprese ospitanti e altri 53 hanno trovato occupazione in realtà differenti. Attraverso callhackathon e laboratori i giovani hanno presentato 673 progetti imprenditoriali, coinvolgendo oltre 3.500 partecipanti giovanili. Dal lavoro emerso sono nate 312 domande di agevolazione per nuove attività, con una stima di oltre 530 posti di lavoro creati tra titolari, soci e dipendenti.

Misure di finanziamento più richieste

I 312 aspiranti imprenditori che hanno completato il percorso hanno presentato richieste di finanziamento su misure gestite da Invitalia. Tra le principali figurano: Resto al Sud (69 domande), Resto al Sud 2.0 (47), Borghi – Linea C (72), TOCC Digitale (44), TOCC Ecologica (10), Autoimpiego Centro-Nord (28) e ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero (23). A queste si affiancano misure come Vita & Opportunità, Cultura Crea, Smart&Start Italia e Italia Economia Sociale.

Un’analisi territoriale evidenzia una prevalenza di domande provenienti dal Sud e dai piccoli borghi, a conferma dell’interesse dei giovani per progetti legati alla rigenerazione locale e alle economie dei territori meno densamente popolati.

Testimonianze e risultati concreti dagli hub

Le voci dei partecipanti hanno scandito l’evento: a Verona Giacomo Bertolazzi ha raccontato la nascita della sua startup grazie all’accompagnamento dell’hub e alla misura Autoimpiego Centro-Nordmentre da Brindisi Desirée Ruggiero, studentessa e campionessa di jujitsu, ha sottolineato come l’orientamento abbia rafforzato la sua capacità di scelta. A Salerno Giammarco Labraca ha descritto il percorso che, dopo una prima domanda non accolta, ha portato alla realizzazione di un centro sportivo utile anche alla rigenerazione urbana.

Particolarmente emblematici sono stati i progetti del Liceo Danilo Dolci di Palermo (Brancaccio), dove studenti hanno ideato una caffetteria socialeuno spazio teatrale e attività musicali e sportive rivolte alla comunità: esempi tangibili di come l’hub spinga verso soluzioni concrete per il territorio.

Nel suo intervento l’Amministratore delegato di Invitalia, Bernardo Mattarella, ha richiamato il valore del modello integrato che mette al centro le persone e il loro potenziale, definendo il progetto come un ecosistema in grado di abilitare talentiridurre le distanze tra mondo educativo e imprese e generare valore per i territori.

Nel complesso, i dati e le esperienze raccolti mostrano come il progetto Rete stia traducendo politiche pubbliche in opportunità reali per i giovani, combinando orientamento, formazione e accesso a strumenti finanziari per favorire occupazione e autoimprenditorialità su scala nazionale.

Susanna Riva
Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.