(Adnkronos) – Continuità con gli ultimi 15 anni di governo Zaia. Sanità, lavoro e sociale il focus dei primi 100 giorni, e una Lega sempre "sindacato del territorio", pronta a rispondere alle esigenze dei cittadini veneti. A poco più di una settimana dal voto in Veneto, i prossimi 23 e 24 novembre, Alberto Stefani, candidato per la coalizione di centrodestra a governatore della regione, lancia un messaggio chiaro: "Il centrodestra governa saldamente il paese, la nostra regione e centinaia di comuni".
Mancano pochi giorni. Che clima si respira nel centrodestra?
Il clima è positivo. Siamo nelle piazze sin da febbraio, molto prima dell’inizio ufficiale della campagna elettorale. E i veneti ce lo riconoscono. C’è una cosa però su cui voglio insistere: chiedo sempre a tutti, di andare a votare. Non importa per chi. L’importante è che la partecipazione sia alta.
Quali sono i punti principali del programma?
Sfide nuove richiedono energie e soluzioni nuove. Il nostro programma mette al centro il Sociale: l’invecchiamento della popolazione da un lato, il disagio giovanile dall’altro, ci impongono di farlo. Per questo, il primo provvedimento sarà l’istituzione di un assessorato al Sociale, autonomo e con risorse proprie. Il secondo riguarda il lavoro, con la convocazione di un tavolo anti-burocrazia, costituito da imprese, associazioni del terzo settore e di categoria. Sia chi è in prima linea a dire alla politica dove intervenire.
Quello della sanità sembra essere un punto critico, come rispondete?
La mancanza di personale sanitario dipende da un’errata programmazione a livello nazionale. E la nostra sanità resta un’eccellenza, lo dicono i numeri. Eppure, sia chiaro, anche su questo punto vogliamo fare sempre di più: utilizzare la tecnologia per migliorare l’organizzazione sanitaria e ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso. Investire sulla telemedicina e sulla medicina di prossimità, per passare dalla cura dei sintomi alla cura dei bisogni delle persone, fisici e psicologici. E coinvolgere sempre di più il personale medico e sanitario nelle scelte.
Obiettivi dei primi 100 giorni?
Gli obiettivi sono riassunti nel nostro slogan – sempre più Veneto – che esprime una visione di lungo periodo, per il Veneto dei prossimi trent’anni. Continuità con l’amministrazione di Luca Zaia, realizzazione dei progetti già sul tavolo, sguardo rivolto a ciò che chiedono i veneti. Ossia una sanità sempre più vicina, una formazione sempre più specializzata per i nostri giovani, infrastrutture adeguate e la tutela dell’ambiente, da realizzarsi insieme, e non contro, alle imprese e agli agricoltori.
Il centrodestra è unito? Fdi avrebbe voluto un candidato proprio, ci sono dissapori a pochi giorni dalla fine? E Forza Italia?
Il centrodestra governa saldamente il paese, la nostra regione e centinaia di comuni.
Autonomia, cosa serve per una vera implementazione? Quale futuro per il Veneto?
Quello che auspica la stragrande maggioranza dei veneti, che come me ha votato sì al referendum sull’autonomia: cioè che venga riconosciuta l’opportunità, alle regioni che lo chiedono, di prendersi più responsabilità nel processo di amministrazione dei territori. Poi, saranno i cittadini a giudicare.
La Lega è sempre la Lega o si sta snaturando?
La Lega è e sarà il sindacato del territorio.
Parliamo del suo avversario, Giovanni Manildo, ex sindaco di Treviso. Cosa ne pensa come candidato?
L’ho detto sin dall’inizio della campagna elettorale: non risponderò ad attacchi, non parlerò mai male dei miei avversari e, insieme ai candidati delle liste che mi sostengono, avrò occhi e cuore solo per i veneti. Alla politica servono idee nuove, linguaggi nuovi e anche uno stile nuovo. Questo è il nostro.
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