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Re Carlo e Camilla in Usa a primavera? Il nodo della Groenlandia potrebbe impedirlo

(Adnkronos) – Re Carlo e la regina Camilla dovrebbero andare negli Usa in primavera per il 250esimo anniversario dell'indipendenza americana. Ma il momento non è dei migliori per il Regno Unito, dopo le pretese di annessione della Groenlandia da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Non solo Starmer ha detto che l'isola appartiene alla Danimarca e ai groenlandesi, ma la monarchia britannica ha da sempre ottimi rapporti con la famiglia reale danese. Le relazioni tradizionalmente ottime tra Stati Uniti e Regno Unito, dunque, sono a rischio, con Charles che si ritrova in una posizione molto poco invidiabile. Se il viaggio, non ancora confermato né dal palazzo né dal governo, dovesse essere deciso, ciò che ci si aspetterebbe, come scrive il Telegraph, è "un ballo scintillante alla Casa Bianca, un re, una regina, un presidente e una first lady in pista, e qualche inevitabile battuta sulla Guerra d'Indipendenza e su re Giorgio III". Ma, "l'entusiasmo degli ultimi giorni è stato superato dalla crisi globale in atto, causata da Trump, che insiste nel voler acquisire la Groenlandia". Di fronte a questo scenario, il re potrebbe annullare il suo viaggio. 
La Groenlandia è un territorio della Danimarca e ha un proprio re – ricorda il quotidiano britannico -. La famiglia reale danese è vecchia amica degli inglesi e Carlo III è ben consapevole delle implicazioni che deriverebbero dall'essere visto ignorare la minaccia alla sua sovranità. Dopo aver tranquillizzato i leader mondiali e calmato le acque agitate su questioni che vanno dall'Ucraina al commercio e oltre, il re si trova ora ad affrontare la visita di Stato più importante degli ultimi decenni per incontrare uno dei presidenti più imprevedibili del mondo. Non c'è ancora alcuna ipotesi di cancellare o modificare l'itinerario, hanno riferito ieri alcune fonti. Il portavoce del premier Keir Starmer ha dichiarato che "le relazioni tra Regno Unito e Stati Uniti si fondano su 250 anni di storia e decenni di legami culturali senza pari e di collaborazione in materia di difesa e sicurezza. Non esiste relazione che abbia prodotto di più per il popolo britannico". Per ora, dunque, le opinioni del re sulla questione restano di competenza della corte. Secondo alcune fonti, Charles ha fatto la sua parte nel rafforzare le relazioni tra Stati Uniti e Regno Unito e finora si è dimostrato felice di farlo. Non ci sono piani per "deviare" da quanto scritto nell'agenda di Buckingham Palace, a meno che il governo non decida diversamente.  
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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