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30 Ottobre 2026

Raimondo (Tutela mozzarella bufala campana Dop): “Filiera 1,2-1,3 mld, quasi una Fiat”

(Adnkronos) – “Per l’economia del Sud Italia, la filiera della mozzarella di bufala Campana Dop, vale tanto.   Solo in Campania, senza contare le altre ... Read more

(Adnkronos) – “Per l’economia del Sud Italia, la filiera della mozzarella di bufala Campana Dop, vale tanto.  

Solo in Campania, senza contare le altre aree della mozzarella di bufala campana, come il Basso Lazio e qualche comune in provincia di Foggia, siamo circa al 14% del Pil, con un volume d’affari complessivo di circa 1,2-1,3 miliardi. Non diciamo che siamo una Fiat, ma quasi”. Lo ha detto Domenico Raimondo, presidente del Consorzio di Tutela della Mozzarella di bufala campana Dop, a margine della giornata conclusiva del World Buffalo Congress la tre giorni dedicata al settore bufalino. 

Sulle sfide per crescere sui mercati internazionali, Raimondo ha spiegato: “La sfida importante è essere sempre più tecnologici e all’avanguardia, senza mai dimenticare la ricetta del nonno, perché alla fine è solo questa che fa sì che il consumatore, quando mangia questo prodotto, mangi sempre un prodotto che fa la differenza come eccellenza. Per far sì che questo succeda bisogna tenere sempre la guardia molto alta sulla tecnologia da una parte e sulla vecchia ricetta dall’altra”. Sul fronte delle imitazioni: “Come consorzio abbiamo una squadra ispettiva: siamo come i cani da tartufo, sempre in giro a cercare di scovare qualche furbo dell’ultimo minuto. Da un anno abbiamo messo in campo anche l’intelligenza artificiale, che ci ha già aiutato tante volte a trovare qualche furbetto in giro, non solo in Italia, dove ce ne sono pochi, quasi nessuno. Il problema è soprattutto l’Europa e l’oltreoceano. La squadra ispettiva è sempre in giro e, quando trova qualcosa di poco chiaro, cerca di bloccare sul nascere queste mozzarelle fake che circolano per distogliere il consumatore dalla realtà”. 

Quanto al bilancio della manifestazione: “La cosa bella è che si sono iscritte circa 700 persone da 150 Paesi: in questa tre giorni il mondo è arrivato in Campania per capire la nostra bufala, il nostro prodotto, la nostra mozzarella e l’economia che gira intorno a questo animale e a questo prodotto. Anche noi abbiamo visto come lavorano gli altri e cosa fanno. Noi puntiamo molto sul prodotto finito, la mozzarella di bufala campana; negli altri Paesi lavorano anche sull’animale come carne. Ci sono quindi due visioni che fanno la differenza: probabilmente loro impareranno qualcosa dal nostro sistema e noi dobbiamo sicuramente imparare qualcosa dal loro”. E per il mercato nazionale, ha concluso Raimondo, “sicuramente emerge il mondo delle carni. Nel nostro Paese la carne di bufala non è ancora capita, se ne consuma pochissimo; forse se ne consuma di più in Europa che in Italia. Bisogna far capire ai nostri consumatori che anche la carne di bufala è molto buona, molto nutriente, con valori nutrizionali in alcuni casi persino superiori a quelli della vacca, del manzo. C’è ancora tanto da studiare e da mettere a punto in questo nuovo mondo, ma da questo congresso è emerso che dobbiamo lavorare in questa direzione”. 

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