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25 Ottobre 2026

Guide turistiche restituiscono i badge: denuncia dell’overtourism

Guide del Parco hanno restituito i tesserini a Manarola per chiedere una revisione delle restrizioni sui gruppi turistici.

Guide turistiche restituiscono i badge: denuncia dell'overtourism

Il 24 ottobre 2026 a Manarola, nel cuore del Parco nazionale delle Cinque Terre, una piccola ma significativa protesta si è svolta tra le vie del borgo. Una ventina di guide turistiche ha consegnato volontariamente i propri badge distintivi alle autorità del Parco, segnalando un malessere crescente legato al nuovo regolamento comunale.

Il gesto, più che un semplice atto di consegna, è stato interpretato come un appello d’aiuto da parte di chi vive quotidianamente il flusso turistico. Le guide hanno evidenziato come le norme introdotte dal Comune di Riomaggiore dieci mesi fa, volte a contenere l’overtourism, stiano creando difficoltà operative e compromettendo la qualità del servizio offerto ai visitatori.

Restituzione dei badge a Manarola: i fatti

Al mattino, circa venti professionisti – guide ambientali e turistiche – si sono radunati in piazza, hanno ritirato i propri distintivi e li hanno consegnati agli uffici comunali. La decisione è stata presa collettivamente, senza indicare un numero preciso di partecipanti, ma mostrano una chiara volontà di mettere in luce le problematiche legate al regolamento sui gruppi. Le guide hanno sottolineato che, con il limite di 25 persone per gruppo, molte escursioni diventano logisticamente impraticabili, costringendo gli operatori a ridurre la propria attività o a ricorrere a soluzioni informali.

Il nuovo regolamento comunale e le sue conseguenze

Il Comune di Riomaggiore, nel tentativo di tutelare la sicurezza pubblica e preservare l’ambiente, ha introdotto norme che fissano un tetto massimo al numero dei partecipanti per ciascun gruppo turistico. Oltre al limite di capienza, il provvedimento prevede controlli più stringenti sull’orario di ingresso e sulla presenza di guide abilitati. Secondo le guide, queste restrizioni hanno prodotto effetti collaterali: alcune agenzie hanno dovuto annullare visite programmate, altri operatori informali hanno iniziato a girare libero, aumentando il rischio di comportamenti non regolamentati.

Giuseppe Menchelli, direttore di Confartigianato della Spezia, ha commentato la situazione definendola un “segnale forte che non può essere ignorato”. Menchelli ha ribadito l’importanza delle guide come punti di riferimento culturale per i turisti e ha chiesto un incontro urgente tra guide, Parco nazionale e amministrazioni comunali per trovare soluzioni condivise.

Reazioni istituzionali e prospettive future

Il presidente del Parco nazionale, Lorenzo Viviani, ha accolto la protesta con disponibilità al dialogo, indicando la necessità di bilanciare la domanda turistica con la vivibilità dei borghi. Nelle dichiarazioni rilasciate, Viviani ha sottolineato che il Parco intende collaborare con le autorità locali per una revisione del limite di capienza, valutando anche possibili strumenti alternativi come la prenotazione obbligatoria o la limitazione temporale dei flussi.

Nel frattempo, le guide hanno continuato a manifestare la propria preoccupazione attraverso canali social, chiedendo al pubblico di contribuire a una maggiore consapevolezza sul fenomeno dell’overtourism. Il loro obiettivo è creare un modello di turismo sostenibile che preservi l’identità dei villaggi liguri senza penalizzare gli operatori del settore.

Sofia Ricci
Autore

Sofia Ricci

Sofia Ricci, giornalista specializzata in formazione e sviluppo di carriera, guida studenti e professionisti tra percorsi di studio, competenze richieste dal mercato e strategie di crescita professionale.