Il governo ha disposto una proroga temporanea delle riduzioni sulle accise dei carburanti: la misura è stata formalizzata attraverso un decreto interministeriale e resterà in vigore fino al 3 luglio. Sul fronte dei prezzi si registra una dinamica in discesa che ha permesso di ricalibrare gli sconti applicati alle pompe.
Le decisioni sono state prese sulla base dei listini nelle stazioni di servizio e delle entrate tributarie collegate ai consumi energetici. Per comprendere la portata della misura è utile guardare sia agli importi praticati che al meccanismo che ne garantisce la copertura finanziaria.
Dettagli sugli sconti: importi e conseguenze sui prezzi
Per il periodo prorogato fino al 3 luglio la benzina mantiene una riduzione di -6,1 centesimi al litro valore già in vigore da oltre un mese. Per il diesel invece, lo sconto è stato ancora una volta ridotto rispetto alle settimane precedenti: dopo essere stato a -12,2 centesimi al litro, il beneficio è stato dimezzato portandosi anch’esso a -6,1 centesimi al litro. Questa rimodulazione traduce in una leggera risalita teorica del prezzo del diesel, che nelle ultime rilevazioni era vicino a 1,980 euro al litro mentre la benzina si attestava intorno a 1,920 euro al litro.
L’applicazione del nuovo taglio per il diesel dovrebbe portare il prezzo alla pompa poco sopra la soglia dei 2,00 euro al litro con una stima attorno a 2,040 euro al litro se si considera il dimezzamento dello sconto. Va comunque considerato che il trend dei listini è stato complessivamente al ribasso nei giorni precedenti all’intervento, fattore che ha influito sulla decisione di ridurre l’entità degli sconti.
Impatto sui consumi e sulla spesa pubblica
La progressiva riduzione degli sconti ha l’obiettivo di contenere l’onere sul bilancio pubblico: la spesa complessiva già sostenuta a partire dal primo intervento del 18 marzo era stata molto elevata, dell’ordine di alcune centinaia di milioni fino a quasi due miliardi cumulati. Con la proroga e la minore entità degli sconti quotidiani, il costo giornaliero della misura si è ridotto rispetto ai livelli iniziali.
Il meccanismo delle accise mobili e le coperture finanziarie
La misura è finanziata tramite il sistema delle «accise mobili» un meccanismo che rende disponibili sconti temporanei grazie all’utilizzo dell’extragettito IVA registrato nel mese precedente. Per definizione, le accise mobili si attivano dopo che è stato contabilizzato il gettito IVA definitivo del periodo, consentendo al ministero dell’Economia e all’ambiente di destinare quelle risorse agli sconti alla pompa senza passare da nuove norme in Consiglio dei ministri.
Nel corso dei mesi recenti le cifre disponibili per finanziare gli sconti sono state variabili: a maggio è stato registrato un extragettito IVA pari a 191,2 milioni in un’occasione, mentre per la proroga che parte dal 7 giugno il dato utilizzato per i calcoli è stato 149,4 milioni. Queste somme determinano l’ampiezza e la durata degli sconti, perché la copertura è limitata al gettito effettivamente registrato.
Tempistica operativa e ruoli dei ministri
La decisione è stata formalizzata tramite decreto firmato dai titolari del dicastero dell’Economia e dell’Ambiente, che hanno annunciato e motivato la misura in relazione alle variazioni dei listini. In pratica, la procedura consente di aggiornare mensilmente l’entità delle riduzioni in base all’andamento dei prezzi alla pompa e ai flussi di gettito IVA, favorendo una gestione più reattiva rispetto a interventi legislativi più lunghi.



