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Piano riarmo Ue, Giorgetti frena: “Per difesa serve programma ragionato, no senza una logica”

(Adnkronos) – La difesa e la sicurezza dell'Europa ''implica un programma, per quanto possibile, meditato e ragionato di investimenti in infrastrutture militari che abbiano un senso e non fatte in fretta e furia senza una logica''. Lo afferma il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, in merito al piano per il riarmo dell'Ue, intervenendo al convegno del dipartimento economia della Lega. ''In questo momento bisogna mantenere il sangue freddo, ragionare, giustamente prendersi i nostri impegni'', sottolinea il ministro. ''La fase della costruzione della sicurezza è un problema serio e che richiede investimenti mirati e seri''.  Poi l''Ucraina. ''Credo che senza gli Stati Uniti diventa molto complicato immaginare una qualche forma di soluzione'' per Kiev, dice Giorgetti. Il piano di Ursula von der Leyen va diviso tra la sicurezza dell'Europa e ''gli aiuti all'Ucraina, che sono dell'oggi, del domani, delle prossime settimane e mesi, che sono emergenziali, e come cercare in qualche modo di aiutare l'Ucraina se gli Usa non lo fanno più'', sottolinea il ministro. Quanto ai dazi osserva: ''Noi ci scandalizziamo dei dazi proposti da Trump, ma prima avevamo un mercato di concorrenza perfetta a livello globale? Avevamo una concorrenza leale a livello globale? Avevamo tutti i produttori del mondo che partecipavano alle medesime condizioni a livello globale?". ''Avevamo per caso delle imprese che potevano permettersi di sfruttare i lavoratori, piuttosto che inquinare e quindi fare prezzi migliori e uccidere altre imprese nel mercato globale'', dice il ministro. ''Ecco, questo non possiamo dimenticarcelo. Forse questo risveglio, che noi abbiamo cercato invano di fare anche in tanti di questi anni, non sono battaglie nuove per la Lega, è un qualche cosa che fortificherà tutti quanti a chiedersi come ricostruire un sistema di commercio mondiale su basi e pilastri più trasparenti e corrette''. ''È chiaro che i dazi, in termini astratti, non sono un sistema diciamo produttivo, nell'economia globale di massima efficienza, di redistribuzione e quant'altro'', aggiunge Giorgetti.   —economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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