(Adnkronos) –
Jannik Sinner e le tasse sui montepremi. Il 'caso' Carlos Alcaraz, vincitore al Roland Garros 2025 dopo un'epica finale da oltre cinque ore giocata proprio contro il tennista azzurro, ha riaperto il dibattito. Lo spagnolo, secondo quanto riportato da El Economista, sarebbe costretto infatti a rinunciare a una buona parte dei premi intascati grazie al trionfo di Parigi, pari al 46% degli oltre due milioni e mezzo guadagnati, a causa dell'l'imposta sul reddito delle persone fisiche spagnola. Una versione però smentita, almeno parzialmente, da Holger Rune, tennista danese e numero 9 del mondo. "Le tasse sui montepremi si pagano nel Paese in cui si gioca", ha specificato il tennista danese Holger Rune, numero 9 del mondo, su X commentando proprio la notizia, "sono sicuro che in Francia sono più del 46%. Ma si possono dedurre le spese". A un utente che gli chiedeva se fosse davvero meglio, da un punto di vista fiscale, vivere a Montecarlo, Rune ha risposto: "Per il tempo, le strutture tennistiche e la privacy, assolutamente sì". Non, quindi, per il proprio portafogli. E qui si riapre un dibattito che in Italia abbiamo già conosciuto. Sì perché come noto Jannik Sinner ha deciso di trasferire la sua residenza, e quindi anche quella fiscale, proprio a Montecarlo. In molti, dietro la scelta del numero uno del mondo, avevano visto un modo per 'eludere' il sistema tributario italiano e pagare meno tasse sui propri guadagni.Matteo De Lise, commercialista e presidente di Aiecc 'Associazione Italiana Esperti della Composizione della Crisi', aveva spiegato all'Adnkronos: "In Italia, i premi sportivi sono soggetti a una ritenuta alla fonte a titolo d’imposta del 20%, mentre guadagni derivanti da sponsorizzazioni sono considerati redditi da lavoro autonomo e sono soggetti all’Irpef secondo gli scaglioni previsti. Per i redditi oltre i 50.000 euro, l’aliquota massima è del 43%". Ci sono vantaggi quindi ad avere la sua residenza a Montecarlo? "Se Sinner ha già pagato imposte su premi vinti all’estero, potrebbe beneficiare di crediti d’imposta in Italia per evitare la doppia imposizione, in base alle convenzioni internazionali". "La gestione fiscale di un atleta professionista come Sinner", ha sottolineato De Lise, "è complessa e richiede una pianificazione accurata per ottimizzare il carico fiscale e rispettare le normative vigenti. In sintesi, oltre ai guadagni derivanti dai tornei, Sinner ha ottenuto entrate significative dalle sponsorizzazioni, che sono soggette a tassazione in Italia secondo le aliquote Irpef applicabili". —sportwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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