(Adnkronos) – “Siamo di fronte a uno scenario apocalittico e a 59 guerre aperte, ma ciò che manca tragicamente alla politica internazionale è una visione universale”. Lo ha dichiarato monsignor Vincenzo Paglia intervenendo all’università degli studi Link durante la conferenza su 'Pace e risoluzione dei conflitti globali'. Richiamando Papa Francesco e l’enciclica ‘Laudato si’, Paglia ha sottolineato come il Pontefice ricordi che “il pianeta è la casa comune di tutti” e che “di fronte alle crisi globali non ci si salva da soli». Una prospettiva che, secondo Paglia, la politica non ha ancora fatto propria: "È questa la visione che manca, la dimensione del noi universale”. Il presidente della Pontificia Accademia per la Vita ha ricordato come “dopo l’89 avremmo potuto sognare la pace universale” citando Mozambico, Oslo e la fine dell’apartheid in Sudafrica, “momenti in cui si capì che si poteva stare insieme”. Oggi invece, ha affermato, "assistiamo al ritorno dei nazionalismi etnici, alla balcanizzazione del mondo”, una dinamica che paragona al conflitto nell’ex Jugoslavia: “Negli anni ’92-’93 c’erano un milione e mezzo di matrimoni misti: la convivenza era possibile”. Per Paglia “la guerra giusta non ha più senso” perché “i conflitti moderni fanno più vittime civili che militari” e manca un’architettura giuridica internazionale capace di dichiarare la guerra “fuori legge”. La pace, ha ribadito, “non è solo un compito della politica, ma di università, economie, chiese, informazione e società civile”.
—internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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