Nel 2026, il mercato del lavoro italiano ha visto una crescita significativa della presenza di lavoratori stranieri, che ora rappresentano il 10,7% del totale degli occupati. Questo fenomeno non solo rispecchia la domanda delle imprese, ma evidenzia anche alcune criticità, come le basse qualifiche e il divario di genere.
Il XVI Rapporto “Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia” fornisce un’analisi dettagliata di questa realtà, offrendo dati aggiornati su occupazione, ammortizzatori sociali, infortuni e previdenza. Tra le novità di questa edizione, un’analisi dell’OCSE sui divari salariali e un contributo della Banca Mondiale sulla Global Skill Partnership tra Italia e Tunisia.
Dinamiche occupazionali e differenze di genere
Secondo il rapporto, il tasso di occupazione dei cittadini italiani è del 62,5%, mentre per i comunitari raggiunge il 66,4% e per gli extra Ue si attesta al 61,6%. Tuttavia, le differenze di genere sono pronunciate: il 76,0% degli uomini extra UE è occupato, contro il 45,7% delle donne. Il tasso di disoccupazione resta più alto tra gli stranieri (9,6% per gli extra UE e 7,8% per i comunitari) rispetto agli italiani (5,8%).
I tassi di inattività sono sostanzialmente stabili, con il 33,6% per gli italiani, il 27,9% per gli Ue e il 31,8% per i non Ue. Tra le donne non Ue, il tasso di inattività è quasi il triplo di quello degli uomini, evidenziando un divario significativo.
Settori con alta incidenza di lavoratori stranieri
Alte incidenze di lavoratori stranieri si registrano negli Altri servizi collettivi e personali (29,8%), in Agricoltura (21,5%), negli Alberghi e ristoranti (19,2%) e nelle Costruzioni (17,9%). In settori ad elevata qualificazione o a forte presenza pubblica, come le attività finanziarie e assicurative (1,6%), i servizi di informazione e comunicazione (3,1%) e la P.A. (0,3%), l’incidenza è più contenuta.
Nel 2026, le imprese hanno programmato oltre 1,3 milioni di assunzioni di lavoratori stranieri, un record, con un’incidenza sul totale del 23%. Nella metà dei casi, sono state riscontrate difficoltà di reperimento, indicando un significativo divario tra domanda e offerta di lavoro.
Sfide e opportunità future
Il rapporto evidenzia la necessità di rafforzare le politiche di inclusione, formazione e tutela nei contesti lavorativi. I lavoratori stranieri rappresentano una quota significativa dei beneficiari di strumenti di sostegno al reddito e delle prestazioni previdenziali. Nel 2026, sono stati interessati da 123 mila denunce di infortunio, pari al 24% del totale.
Valorizzare competenze, esperienze e background differenti non rappresenta soltanto una scelta di inclusione, ma anche una risposta concreta alle esigenze delle aziende. Favorire l’incontro tra persone e opportunità professionali significa contribuire alla crescita delle imprese, promuovere l’occupazione regolare e costruire contesti di lavoro più innovativi e aperti.



