(Adnkronos) –
Il parlamento iraniano ha iniziato a redigere un piano per ritirarsi dal Trattato di non proliferazione nucleare. A riportarlo è l'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, poche ore dopo l'annuncio dei Paesi E3 (Francia, Germania e Regno Unito) al Consiglio di sicurezza dell'Onu di aver avviato il processo per ripristinare le sanzioni nei confronti di Teheran entro un mese. Parlando con Tasnim, il parlamentare iraniano Hossein-Ali Haji-Deligani ha affermato che il piano di ritiro dal Tnp sarà sottoposto all'esame dei legislatori domani e sarà approvato la prossima settimana. "Queste sono le conseguenze dell'attivazione del meccanismo di snapback", ha spiegato il parlamentare, accusando i paesi E3 di essere "la fonte di molti problemi nel mondo". Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi, però, ha fatto sapere che l'Iran è pronto a riprendere negoziati "giusti" sul suo controverso programma nucleare se l'Occidente mostrerà buona volontà. "Araqchi ha ribadito la disponibilità dell'Iran a riprendere negoziati diplomatici equi ed equilibrati, a condizione che le altre parti dimostrino serietà e buona volontà ed evitino azioni che possano compromettere le possibilità di successo", ha affermato il ministro in una lettera inviata al capo della politica estera dell'Unione europea, Kaja Kallas. I Paesi occidentali hanno 30 giorni di tempo, ha affermato Kallas, per trovare una soluzione diplomatica alla crisi nucleare iraniana. Russia e Cina mettono in guardia sulla scelta di ripristinare delle sanzioni contro l'Iran per il suo programma nuclear. Mosca parla di "conseguenze irreparabili" in caso del ripristino. L' 'invito' a Francia, Germania e Regno Unito è a "rivalutare e rivedere le loro decisioni sbagliate prima che portino a conseguenze irreparabili e a una nuova tragedia", come si legge in una nota del ministero degli Esteri di Mosca. Il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Guo Jiakun, in dichiarazioni riportate dal Global Times, ha detto che "è un momento cruciale" per il dossier del nucleare iraniano e "non è costruttivo attivare il meccanismo di snapback", che consente di ripristinare l'insieme delle sanzioni internazionali contro Teheran perché "comprometterebbe il processo a livello politico e diplomatico per risolvere" la questione. La Cina, ha aggiunto, "ritene che qualsiasi mossa in questo momento da parte del Consiglio di Sicurezza Onu dovrebbe facilitare la ripresa del dialogo e dei negoziati, invece di creare nuovi scontri che potrebbero far peggiorare la situazione, portare a un'escalation". La Repubblica Popolare rivendica una posizione "oggettiva e giusta". E, ha detto il portavoce della diplomazia di Pechino, "continuerà" a "promuovere in modo attivo la pace e a promuovere il dialogo, a giocare un ruolo costruttivo per riportare al più presto il dossier del nucleare iraniano sul percorso della soluzione diplomatica". —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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