(Adnkronos) – "Il Governo continuerà a combattere ogni forma di illegalità legata all'immigrazione, perché l'Italia non è terra di conquista per i trafficanti di permessi e per chi vive di furbizie e scorciatoie. Avanti, senza paura". Così su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Un anno fa, mentre molti gridavano allo scandalo e ci accusavano di fare propaganda, ho presentato un esposto alla Procura nazionale antimafia e antiterrorismo per denunciare gravi irregolarità nel sistema del 'click day' per i permessi di soggiorno – sottolinea la premier – Da allora sono emerse diverse gravi azioni criminali connesse con il traffico dei permessi di soggiorno". "Oggi, secondo quanto riportato dalla stampa, arrivano ulteriori conferme inquietanti: identità digitali costruite a tavolino, assunzioni false, legami con i clan, soldi in cambio di accessi illegali nella nostra Nazione. Una rete organizzata e criminale, smascherata grazie al lavoro della magistratura e delle forze dell'ordine", afferma Meloni commentando l'inchiesta in Campania su un'organizzazione che lucrava sull'immigrazione clandestina. L’ultima inchiesta sul click day, coordinata dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri e condotta dalla Polizia di Stato, risale a ieri, martedì 10 giugno."Un giro di milioni e milioni di euro, uno degli avvocati aveva comprato una Ferrari che è stata sequestrata", ha evidenziato Gratteri nel corso della conferenza stampa sull'operazione che ha portato all'esecuzione di 45 misure cautelari per immigrazione clandestina. Sequestrati 2 milioni di euro di beni. "A capo dell'organizzazione – ha spiegato Gratteri – c'erano 3 avvocati che dirigevano 3 Caf. Incassavano fino a 10mila euro per ogni immigrato che entrava in Italia, soprattutto Bangladesh". "Il sistema prevedeva assunzioni fittizie, coinvolti alcuni imprenditori anche ignari, che prestavano il loto spid per partecipare al clickday. Così regolarizzavano l'ingresso in Italia dei migranti", ha sottolineato. In gran parte, la truffa sui migranti ha riguardato l'area Nolana e il clan Fabbrocino. In totale sono stati eseguiti 34 arresti: in carcere sono finite 11 persone, tra cui i 3 avvocati, 23 indagati sono ai domiciliari, tra questi anche mediatori e un poliziotto, mentre gli altri indagati sono stati sottoposti ad obblighi, tra questi gli imprenditori. "Spesso la semplificazione è una facilitazione per i criminali e si creano spazi per la camorra, che si inserisce dove c'è guadagno" ha aggiunto Gratteri, parlando del meccanismo che avrebbe protetto almeno 40mila richieste di visto su 160mila solo in Campania. —politicawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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