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Maurizio Battista: “La satira in tv? E’ rimasto solo Crozza a farla”

(Adnkronos) – La satira in tv? "Dov'è? L'unico che davvero sa ancora farla è Maurizio Crozza, che è anche abbastanza trasversale. Qualcosa gli riesce meglio, qualcosa un po' meno ma è l'unico a farla davvero. Se la rischia, e mi piace. Ma in generale è un genere che non mi piace più, prima c'erano gli statisti e gli statisti della satira. Corrado Guzzanti ha smesso pure lui, perché ormai fa talmente ridere la realtà che la satira fa fatica". A dirlo è Maurizio Battista, ospite del nuovo episodio del vodcast dell'Adnkronos, disponibile in versione integrale sul sito www.adnkronos.com e sul canale YouTube dell'Adnkronos. E sull'ipotesi di un programma in tv, Battista nicchia: "Un programma tutto mio? Io sono molto permaloso, rimango male per i commenti e in tv ti esponi di più – dice il popolare attore romano, che è stato tra i primi ad apparire con i suoi spettacoli su Comedy Central- E anche l'auditel, è una cosa dove ti esponi molto".  Battista sarà nelle sale dal 3 aprile con 'Tu Quoque', il film scritto e interpretato dallo stesso attore romano per la regia di Gianni Quinto che sarà nelle sale distribuito da Nexo Studio. La Roma di oggi e quella di ieri -dove per 'ieri' si intende il 44 a.C.- e in questo parallelismo si scopre che i problemi degli esseri umani, dall'amore al traffico, sono in fondo sempre gli stessi. "All'inizio si racconta la Roma di oggi -spiega Maurizio Battista- ma quando ci si catapulta nel 44 a.C. si vede che i problemi sono gli stessi. Il protagonista arriva nell'antica Roma e trova che duemila anni fa Giulio Cesare soffriva anche lui. Si è sempre goduto e si è sempre sofferto". Nella pellicola Battista interpreta Massimo Quinto, un uomo di mezz’età pieno di debiti, con un matrimonio fallito e un pessimo rapporto con suo figlio, che scopre di avere pochi mesi di vita. Dopo un incidente, come per incanto, si risveglia nel 44 a.C. e salva la vita a Giulio Cesare, diventandone il più fedele amico. "Lì non c'è la ztl ma il traffico c'è, non ci sono le macchine ma i carretti, però noi romani è dall'antichità che col senso civico fatichiamo un po'", scherza l'attore.  Che racconta come è stato passare al cinema dopo tanto teatro, la sua passione più grande: "Il cinema volendo è più semplice – spiega- perché se una scena non riesce oggi la puoi fare domani. Il teatro è più vero, è verità. Io quando faccio gli spettacoli sento il profumo delle persone, loro sentono il mio. C'è un'alchimia che al cinema non ci può essere. Al cinema non devi essere Marlon Brando, a teatro devi esserlo". A proposito dei comici 'di destra' o 'di sinistra', che vanno tanto di moda, Battista ha una sua posizione, che rivela all'Adnkronos: "Io non sono mai stato etichettato per il semplice fatto che faccio un genere neorealista, che è di tutti i partiti e di nessun partito, io appartengo al partito del buonsenso". Se "tu ti fingi appartenente a X e dici determinate cose solo per rabbonirti il pubblico o perché se dici certe cose hai più pubblico, a me non piace -scandisce l'attore- A me parlare male di qualcuno solo perché mi è utile non mi interessa". Nei talk show, "politici e giornalisti sanno tutti la soluzione del problema. Ma poi se ci vanno non lo fanno -osserva Battista- In generale la politica non mi piace, non mi fido più di tanto, mi fido più delle persone. La politica non è più lodevole come 50, 100 anni fa. Adesso è un lavoro. Stanno a lavorà, quindi non vogliono perdere il posto di lavoro", chiosa l'attore. Ma la cosa "che più non sopporto di alcuni programmi giornalistici, in generale, è che i conduttori non dovrebbero essere faziosi – sottolinea Battista- Se vuoi esserlo, lo fai a casa tua. Fai una cena, e dici quello che vuoi. Ma in tv, devi essere il più possibile imparziale". Qualcosa che gli piace della tv attuale, però, c'è: tra i protagonisti televisivi del momento, Battista rivela di apprezzare particolarmente Stefano De Martino. "E' bravo, ha quella spontaneità, quella autenticità napoletana che arriva. I maccheroni, la carbonara, al pubblico arriva, sono cose che pagano. Infatti quando va su Rai2, Rai2 fa ascolti: significa che non è una questione di rete, è che ciò che fa ascolti bassi proprio non interessa", scandisce l'attore romano. —spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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