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Mattarella a L’Aquila: “Cultura strumento di pace contro guerre, volontà di dominio e strategie predatorie”

(Adnkronos) – "La cultura è motore e anche collante di civiltà, è un patrimonio che dà pregio e significato agli stessi beni materiali di cui disponiamo, alla stessa natura che ci circonda e che abbiamo il dovere di tutelare. Un patrimonio, la cultura, che si sviluppa nel dialogo e nel confronto, che si arricchisce nello scambio, acquisendo il sapere degli altri e trasmettendo il proprio, ammirando la creatività e condividendola". Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo all'inaugurazione di L'Aquila capitale italiana della cultura 2026.  "Abbiamo la fortuna – ha aggiunto il capo dello Stato – di vivere in un Paese colmo di storia, di bellezze, di opere d'arte, di creazioni, che ha dato vita nei secoli alla nostra identità, grazie ai popoli che hanno abitato la nostra terra, alle loro travagliate vicende storiche, spesso liete, talvolta sofferte, all'incontro con altri popoli, allo sviluppo delle innovazioni e degli scambi". "L'immenso valore della cultura, di cui l'Aquila sarà capitale per il 2026, risalta ancor di più in questo periodo storico, in un mondo in cui vi sono molteplici motivi di preoccupazione. Guerre, volontà di dominio sugli altri, strategie predatorie che pensavamo archiviate dal Novecento, sono riapparse con il loro carico di morte e devastazione. La cultura – ha quindi ribadito Mattarella – è strumento principe di convivenza, di dialogo, di impegno di ricerca comune e dunque di pace. La nostra responsabilità è consentire di svilupparsi, di farsi strada, di seminare e lasciare tracce. Investire in cultura vuol dire investire nella comunità, nello sviluppo della coscienza civile. Vuol dire investire in democrazia".  Intervenendo alla cerimonia, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha sottolineato che "la felice coerenza dello spirito che alimenterà gli oltre 300 eventi di questa speciale stagione aquilana sul grande palcoscenico della cultura nazionale è un'occasione per proiettare una rinnovata coscienza sociale, morale perfino, sulla Provincia, sull'Abruzzo intero e, via così, per cerchi concentrici sempre più ampi. In varie occasioni, da ultimo come presidente del MAXXI-Roma e del MAXXI-L'Aquila, ho testimoniato la vicinanza personale a questi luoghi del mio cuore e successivamente ho voluto confermare la cura assidua del Ministero della Cultura verso le esigenze materiali e immateriali delle comunità radicate in questo territorio. A tutti voi, a tutte voi, rivolgo il mio auspicio affinché L'Aquila confermi la propria vocazione a essere un luogo eminente di rigenerazione culturale, a esprimere il senso profondo del nostro esistere nella nostra missione pubblica e nella nostra Concordia privata". "Sono molto emozionato. Io sono molto legato a L'Aquila, sono cresciuto qui. E questa emozione mi rende più difficile dirigere oggi su questo palco che su quello di Sanremo". Così, sorridendo, il maestro Leonardo De Amicis ha risposto alla conduttrice Francesca Fagnani nelle battute conclusive della cerimonia d'inaugurazione dell'Aquila capitale della Cultura 2026, tenutasi nell'Auditorium della Guardia di Finanza del capoluogo abruzzese. Una cerimonia che ha alternato gli interventi istituzionali – del sindaco de L'Aquila, Pierluigi Biondi, del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, del presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, culminati con il discorso del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – con i contributi di diversi artisti legati al territorio abruzzese. La cerimonia, condotta da Francesca Fagnani con Paride Vitale, ha visto salire sul palco, tra letture e brani musicali: l'attore Giorgio Pasotti, direttore del teatro stabile de L'Aquila, i cantautori Simone Cristicchi e Amara ('Che sia benedetta' e 'La cura', alcuni dei brani intonati), il baritono Gianluca Ginoble (parte del trio Il Volo), l'attrice Viola Graziosi, la cantante Nicole Tuzii e il compositore nominato agli Oscar Fabrizio Mancinelli.  A dirigere l'orchestra in tutti i brani, a partire dall'Inno di Mameli che ha accolto l'ingresso di Mattarella, è stato appunto il maestro De Amicis, che ha curato anche la direzione artistica dell'evento.  
—culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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