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Magi (Sumai): “Ssn non è di destra né di sinistra ma di tutti”

(Adnkronos) – "La tavola di oggi sulla sanità pubblica è il naturale seguito di quella di ieri, che ha visto protagonista la politica. Abbiamo ascoltato i rappresentanti dei vari partiti e cercato di far passare un messaggio chiaro: la sanità non è né di destra né di sinistra. E' di tutti. Ogni cittadino, prima o poi, può aver bisogno del Servizio sanitario nazionale. Oggi abbiamo riunito cittadini, direttori generali, rappresentanti delle Regioni, farmacisti e professionisti sanitari. L'obiettivo è uno solo: fare squadra per difendere e rafforzare il Ssn, una conquista fondamentale di democrazia e di uguaglianza. Purtroppo le diseguaglianze tra Nord e Sud stanno crescendo, anche nella sanità, e questo è un segnale preoccupante". Così all'Adnkronos Salute Antonio Magi, segretario generale di Sumai-Assoprof, in occasione del 57esimo Congresso nazionale del sindacato degli specialisti ambulatoriali dal titolo "Dove finisce la teoria e inizia la cura', in corso a Roma.  "Serve un impegno comune per riformare il sistema, a partire dai contratti collettivi e dagli accordi nazionali di lavoro, fissando obiettivi condivisi. Se tutti abbiamo lo stesso scopo – tutelare la salute dei cittadini e garantire sostenibilità economica – faremo un passo avanti decisivo", è convinto Magi. E sulla collaborazione tra politica e professionisti aggiunge: "Finora i modelli organizzativi sono sempre arrivati dall'alto (top down). Ma è importante anche il contrario: partire dal basso (bottom up), dalle idee e dalle esperienze di chi lavora ogni giorno sul campo. Gli operatori sanitari e i cittadini devono essere ascoltati: solo così le politiche sanitarie possono funzionare davvero".  Sulla crisi della medicina territoriale, Magi non ha dubbi: "Negli anni il territorio è stato depotenziato. Molti specialisti sono andati in pensione senza essere sostituiti e non si è investito abbastanza per mantenere quella rete di assistenza di prossimità. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: i pazienti, non trovando più lo specialista nella propria Asl, si rivolgono ai pronto soccorso e aspettano qualche giorno in barella". Per il segretario Sumai "rilanciare la specialistica ambulatoriale è fondamentale per ricostruire quel filtro sul territorio. Così si ridurrebbero le liste d'attesa e si alleggerirebbe la pressione sui pronto soccorso, restituendo efficienza e dignità al nostro sistema sanitario".  
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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