(Adnkronos) – Nei diversi tipi di pazienti con leucemia linfatica cronica (Cll), compreso lo stato di mutazione ad alto rischio, zanubrutinib ha dimostrato un'efficacia potente e costante. Sono i nuovi dati delle coorti dei bracci C e D dello studio globale registrativo di fase 3 Sequoia sul farmaco, presentati da BeOne Medicines con 2 presentazioni orali brevi al Congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (Asco) a Chicago. I dati del braccio D dello studio Sequoia – informa una nota – dimostrano che il trattamento con zanubrutinib più venetoclax ha la capacità di determinare una sopravvivenza libera da progressione e risposte globali profonde e durature nell'intero spettro dei pazienti con leucemia linfatica cronica in prima linea, compresi quelli con stato mutazionale ad alto rischio. Il miglior tasso di malattia minima residua non rilevabile (uMrd) nel sangue periferico a un livello di sensibilità di 10-4 è stato del 59%. Queste risposte di efficacia osservate nel braccio D, nonostante l'elevata percentuale di pazienti ad alto rischio arruolati, sono in linea con recenti studi sulle terapie a durata fissa condotti in popolazioni di pazienti più in forma e sane. Inoltre, 11 pazienti del braccio D hanno potuto interrompere il trattamento precocemente grazie al raggiungimento dei criteri di interruzione sulla base di una malattia minima residua non rilevabile e 9 rimangono in remissione clinica con uMrd sostenuta (1 paziente ha interrotto lo studio durante la remissione clinica), consentendo loro di rimanere liberi dal trattamento. Nei pazienti senza delezione (17p) e mutazioni Tp53, il 43% ha raggiunto la uMrd entro il ciclo 16 e il 60% entro il ciclo 28. Questi dati sono stati pubblicati sul 'Journal of Clinical Oncology'. "Nonostante molti studi di prima linea sulla leucemia linfatica cronica abbiano escluso popolazioni di pazienti con caratteristiche di malattia ad alto rischio, BeOne ha incluso tali pazienti nello studio Sequoia – afferma Lai Wang, responsabile globale di Ricerca e Sviluppo di BeOne – Quasi l'88% dei pazienti con del(17p) e/o Tp53 trattati con zanubrutinib più venetoclax rimane libero da progressione a 36 mesi, un risultato senza precedenti per un regime di associazione di 2 farmaci in questa popolazione di pazienti difficile da trattare. I nuovi dati dello studio Sequoia rafforzano la versatilità di zanubrutinib nell'intero spettro dei pazienti con leucemia linfatica cronica e riflettono l'impegno di BeOne nel far progredire una pipeline creata per soddisfare le esigenze insoddisfatte dei pazienti e migliorare lo standard di cura". La Cll è un tipo di tumore maligno a cellule B mature in cui i linfociti B leucemici anomali (un tipo di globuli bianchi) originano dal midollo osseo e invadono il sangue periferico, il midollo osseo e i tessuti linfoidi. La Cll è il tipo più comune di leucemia negli adulti e rappresenta circa un terzo dei nuovi casi. Circa il 50% dei pazienti ha caratteristiche genetiche ad alto rischio, tra cui del(17p), mutTp53 o Ighv non mutato, che possono limitare l'efficacia di alcuni trattamenti e aumentare la probabilità di progressione di malattia. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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