(Adnkronos) – Un nuovo raid israeliano su Damasco ha preso di mira la sede dello stato maggiore delle forze siriane nella capitale. Lo hanno reso noto i media israeliani dopo che il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, aveva anticipato un'intensificazione dei bombardamenti se le forze siriane non si fossero ritirate da Sweida, la città a maggioranza drusa in cui sono in corso scontri. Colpito anche il perimetro del 'Palazzo del Popolo', come viene chiamato il palazzo presidenziale, riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani. Tre diversi testimoni hanno riferito all'agenzia Afp di aver udito un'esplosione all'interno del complesso del palazzo presidenziale su una collina che sovrasta Damasco, e di aver poi visto levarsi fumo dal sito, dopo il raid contro il quartier generale delle forze armate siriane. Katz ha pubblicato sul suo profilo X un video della televisione siriana che mostra una conduttrice sorpresa dall'attacco israeliano sullo sfondo nel centro di Damasco. "I colpi più duri sono iniziati", scrive il ministro nel post. "Stiamo operando per salvare i nostri fratelli drusi", ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu in un comunicato in cui si è appellato ai drusi israeliani perché non oltrepassino il confine con la Siria, dopo che alcune centinaia di membri della comunità lo hanno fatto oggi. Oggi le Forze di difesa israeliana (Idf) hanno condotto un raid aereo contro l'aeroporto di Thaala, nei pressi di Sweida, hanno colpito Sweida con droni e hanno inviato rinforzi al confine tra Israele e Siria. "Il regime siriano deve lasciare in pace i drusi a Sweida e ritirare le sue forze. Come abbiamo chiarito e avvertito, Israele non abbandonerà i drusi in Siria e applicherà la politica di smilitarizzazione che abbiamo deciso", ha affermato Katz. "Le Idf continueranno a colpire le forze del regime finché non si ritireranno dalla zona e presto intensificheranno la loro risposta contro il regime se il messaggio non verrà recepito", ha aggiunto. Il bilancio degli scontri settari a Sweida è salito ad almeno 248 morti. Lo riferiscono gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, nel bilancio delle vittime figurano 92 membri della minoranza drusa, di cui 28 civili. Gli attivisti precisano che 21 sono stati "uccisi in esecuzioni sommarie da parte delle forze governative". Secondo l'Osservatorio sono stati uccisi almeno 138 membri delle forze di sicurezza siriane, insieme a 18 combattenti beduini alleati. L’Unione europea si è detta “allarmata” per i continui scontri nella città siriana di Sweida, a maggioranza drusa, invitando tutte le parti a concordare un cessate il fuoco e a proteggere i civili. Lo si apprende da un comunicato ufficiale da parte del Servizio di azione esterna dell'Ue, che ha esortato "tutti gli attori esterni" a "rispettare pienamente la sovranità e l’integrità territoriale della Siria", dopo una serie di raid israeliani a sostegno dei drusi. Le forze governative siriane sono accusate di esecuzioni sommarie e di altri abusi a Sweida, dove la violenza settaria tra combattenti drusi e tribù beduine ha causato decine di morti. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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