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Iran, la Ue è pronta a nuove sanzioni: si aggiungono a quelle già in atto, dai diritti al nucleare

(Adnkronos) – L’Ue prepara nuove sanzioni all’Iran. Di fronte alle proporzioni enormi della repressione da parte del regime, con stime dei morti durante le proteste di questi giorni che arrivano a ipotizzare 12mila morti, Bruxelles mette sul tavolo lo strumento che ha sempre usato per mettere pressione a Teheran, misure restrittive simili a quelle decise contro la Russia dopo l'invasione dell'Ucraina. Se il piano militare è in mano a Stati Uniti e Israele, che potrebbero decidere di intervenire a breve, l'Europa si muove sul piano della pressione economica e diplomatica. Resta aperto il dibattito sulla reale efficacia delle sanzioni, già messo in discussione dalla resistenza di Mosca, e dell'economia russa, nei quasi quattro anni di guerra. La domanda che ricorre è la stessa di sempre: funzioneranno? Ma la strada sembra tracciata.  All’iniziativa dell'Alta rappresentante per la politica estera dell'Ue, Kaja Kallas, che ha annunciato la propria disponibilità a rafforzare ulteriormente le misure restrittive già in vigore, si aggiunge l’accelerazione politica firmata dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. "Il crescente numero di vittime in Iran è terrificante. Condanno inequivocabilmente l'uso eccessivo della forza e le continue restrizioni della libertà. L'Unione Europea ha già inserito l'intero Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica nel suo regime di sanzioni per violazione dei diritti umani. In stretta collaborazione con l'Alta rappresentante Kaja Kallas saranno rapidamente proposte ulteriori sanzioni ai responsabili della repressione. Siamo al fianco del popolo iraniano che sta coraggiosamente marciando per la propria libertà", ha annunciato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen su X. L’iniziativa della Ue ripartirà dalle misure restrittive già in vigore. Sono quelle che finora Bruxelles ha imposto all'Iran in risposta agli abusi contro i diritti umani, alle attività di proliferazione nucleare e al sostegno militare alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina.   Per quanto riguarda i diretti umani, la prima risposta della Ue risale al 2011. Da allora le sanzioni sono state rinnovate annualmente e sono state prorogate da ultimo fino al 13 aprile 2026. Come sottolineato nelle conclusioni del Consiglio sull'Iran del dicembre 2022, l'UE sostiene le aspirazioni fondamentali del popolo iraniano a un futuro in cui i diritti umani universali e le libertà fondamentali siano rispettati, protetti e onorati. L'Unione europea condanna, in particolare, l'uso diffuso, brutale e sproporzionato della forza da parte delle autorità iraniane nei confronti di manifestanti pacifici; le detenzioni arbitrarie come mezzo per mettere a tacere le voci critiche; l'uso della tortura e di trattamenti crudeli, disumani o degradanti nei confronti dei detenuti nelle carceri iraniane; la pratica di emettere ed eseguire sentenze di pena capitale nei confronti dei manifestanti; le restrizioni alle comunicazioni, compreso l'oscuramento di internet. Finora sono stati adottati 10 pacchetti di sanzioni. Le sanzioni connesse alle violazioni dei diritti umani in Iran comprendono il divieto di viaggio nei confronti di persone; il congelamento dei beni nei confronti di persone ed entità; il divieto di mettere fondi e risorse economiche a disposizione dei soggetti inseriti in elenco; il divieto di vendere, fornire, trasferire o esportare in Iran attrezzature che possono essere utilizzate per la repressione interna; il divieto di fornire assistenza tecnica, servizi di intermediazione o finanziamenti a qualsiasi persona o organismo in Iran, o per un uso in Iran (qualora possano essere utilizzati per la repressione interna); il divieto di fornire all'Iran qualsiasi tipo di servizio di controllo o intercettazione di telecomunicazioni o di comunicazioni internet. In totale, sono oltre 230 le persone e 40 le entità sanzionate per violazione dei diritti umani.  Nel 2022 e 2023 il Consiglio ha imposto tre cicli di sanzioni riguardanti i droni nei confronti di persone o entità, nell'ambito del regime di sanzioni applicabile ad azioni che compromettono o minacciano l'integrità territoriale, la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina. Il 20 luglio 2023 il Consiglio ha istituito un quadro specifico per le sanzioni in considerazione del sostegno militare dell'Iran alla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina. L'ambito di applicazione di tale quadro è stato ampliato il 14 maggio 2024, in considerazione del sostegno militare a gruppi armati nella regione del Medio Oriente e del Mar Rosso e degli attacchi con droni e missili sferrati dall'Iran nei confronti di Israele nell'aprile 2024. Le sanzioni comprendono il divieto di viaggio nei confronti di persone; il congelamento dei beni nei confronti di persone ed entità; il divieto di mettere fondi e risorse economiche a disposizione dei soggetti inseriti in elenco. Tra le persone e le entità oggetto di sanzioni figurano società che fabbricano, acquistano e vendono componenti per droni, società coinvolte nella produzione di propellente utilizzato per il lancio di razzi e missili, compagnie di navigazione, la marina del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche, la Società di navigazione della Repubblica islamica dell'Iran, compagnie aeree iraniane, come pure il ministro e il viceministro della Difesa iraniani. Attualmente 20 persone e 20 entità sono oggetto di sanzioni nell'ambito di tale regime. Il regime di sanzioni è stato prorogato da ultimo fino al 27 luglio 2026.   Nelle conclusioni del Consiglio europeo del 26 giugno 2025, l'Unione europea ha ribadito con chiarezza la propria determinazione relativamente al fatto che non si dovrà mai permettere all'Iran di procurarsi un'arma nucleare e ha ricordato gli impegni assunti dall'Iran a tale riguardo nonché i suoi obblighi internazionali. Oltre ad attuare le sanzioni delle Nazioni Unite, l'UE ha imposto un'ampia gamma di proprie sanzioni nei confronti dell'Iran.  Le sanzioni nel settore commerciale comprendono il divieto di esportazione di armi verso l'Iran; il divieto di esportazione di beni a duplice uso e di beni che potrebbero essere utilizzati in attività legate all'arricchimento nucleare; il divieto di importazione di petrolio greggio, di gas naturale e di prodotti petrolchimici e petroliferi; il divieto di vendita o fornitura di attrezzature essenziali utilizzate nel settore energetico; il divieto di vendita o fornitura di oro, di altri metalli preziosi e diamanti; il divieto di vendita o fornitura di talune attrezzature navali; il divieto di vendita o fornitura di determinati software.  Le sanzioni nel settore finanziario comprendono il congelamento dei beni della Banca centrale dell'Iran e delle più importanti banche commerciali iraniane; l'istituzione di meccanismi di notifica e autorizzazione per il trasferimento di fondi superiori a determinati importi verso istituti finanziari iraniani. Le sanzioni nel settore dei trasporti comprendono il divieto di accesso dei voli cargo iraniani agli aeroporti dell'Ue; il divieto di prestazione di servizi di manutenzione ad aeromobili e navi cargo iraniani che trasportano materiali o beni vietati.  Il 29 settembre 2025 il Consiglio ha deciso di ripristinare tutte le sanzioni economiche e finanziarie dell'UE nei confronti dell'Iran relative al nucleare che erano state revocate nel 2016. Il provvedimento è stato adottato dopo il ripristino delle sanzioni ONU, a seguito della decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di non prorogare la sospensione delle sanzioni nei confronti dell'Iran. (Di Fabio Insenga) 
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