(Adnkronos) –
L'Unione Europea fa un altro passo verso l'abbassamento della protezione del lupo, uno dei pochi grandi carnivori ancora presenti nelle foreste del Vecchio Continente. Oggi, comunica il Consiglio, i rappresentanti degli Stati membri riuniti nel Coreper hanno approvato il mandato del Consiglio sulla modifica dello status di protezione del lupo, allineando la legislazione dell'Ue alla Convenzione di Berna aggiornata. Il mandato comprende una modifica mirata della direttiva Habitat, la legge dell'Ue che attua la Convenzione di Berna, per riflettere il livello di protezione rivisto del lupo da "strettamente protetto" a "protetto". L'obiettivo, secondo il Consiglio Ue, è fornire una maggiore flessibilità nella gestione delle popolazioni di lupi nei Paesi dell'Ue, per "migliorare la coesistenza" con l'uomo e ridurre al minimo l'impatto della crescente popolazione della specie, comprese le "sfide socioeconomiche", cioè i problemi degli allevatori, che vengono sussidiati dai contribuenti, nella convivenza con i lupi, particolarmente sentiti nelle zone dove questa specie è tornata di recente (nell'Italia Centrale i lupi ci sono sempre stati e gli allevatori si sono adattati a conviverci).
Gli Stati membri possono comunque adottare livelli di protezione più severi, se vogliono. La posizione del Consiglio non contiene cambiamenti rispetto alla proposta iniziale della Commissione sulla modifica mirata della direttiva Habitat, proposta che venne avanzata nel dicembre 2023, nello stesso giorno in cui venne concordata la riforma del patto di stabilità, cosa che ne diminuì la copertura mediatica. L'abbassamento della tutela del lupo venne proposta dalla Commissione, che ha l'iniziativa legislativa nell'Ue, nell'ambito della risposta del Ppe alle proteste dei contadini per la Pac riformata. In quei mesi i trattori calarono più volte a Bruxelles, in vista delle elezioni europee del 2024, per fare pressione sui partiti di maggioranza, in particolare sul Ppe, con proteste, spesso piuttosto animate (con lanci di letame ed altro) davanti alla sede del Parlamento Europeo, in place du Luxembourg. La minore protezione del lupo, animale che evoca paure ancestrali e ha un forte carico simbolico, è stato uno dei temi sui quali si è articolata la competizione elettorale tra il Ppe e i partiti alla sua destra, volta a conquistare, o riconquistare, il voto del mondo contadino, che i Popolari hanno visto in pericolo, principalmente a causa degli oneri burocratici, e non solo, imposti alle aziende agricole nell'ambito del Green Deal. I rappresentanti degli Stati membri oggi hanno approvato, a maggioranza qualificata, l'obiettivo di allineare la legislazione dell'Ue alla recente decisione della Convenzione di Berna, entrata in vigore il 7 marzo 2025, a seguito della proposta dell'Ue di modificare lo status di protezione del lupo da specie strettamente protetta a specie protetta. Anche se il lupo non sarà più una specie strettamente protetta, ricorda il Consiglio, gli Stati membri dovranno comunque garantire al lupo uno "stato di conservazione favorevole" e applicare misure di monitoraggio, che possono portare a "divieti temporanei o locali di caccia". Inoltre, i finanziamenti e il sostegno dell'Ue "saranno ancora disponibili per le misure di coesistenza e di prevenzione e per gli aiuti di Stato destinati a compensare gli allevatori colpiti". Il voto in Coreper è avvenuto a maggioranza qualificata. Secondo una fonte si sarebbero astenuti Polonia, Spagna e Belgio; gli altri Paesi hanno votato a favore. Un'altra fonte Ue, senza smentire, ha detto che uno Stato membro ha avanzato una riserva procedurale, legata alle sue procedure parlamentari nazionali. Ora l'ultima parola spetta al Parlamento Europeo, che dovrà adottare la propria posizione sulla modifica della direttiva Habitat il mese prossimo. Se la posizione sarà identica a quella del Consiglio, allora il Consiglio adotterà formalmente la direttiva emendata e il lupo sarà meno protetto in Europa. —internazionale/esteriwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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