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Guida all’esonero contributivo per la certificazione della parità di genere nel 2025

Approfondisci i dettagli sull'esonero contributivo per la certificazione della parità di genere nel 2025.

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Grazie a un’iniziativa dell’INPS, i datori di lavoro privati hanno l’opportunità di richiedere un esonero contributivo in virtù della certificazione della parità di genere. Questo programma è stato introdotto dalla legge n. 162 e mira a promuovere l’uguaglianza di genere nel mondo del lavoro.

Requisiti per la certificazione della parità di genere

Per poter usufruire dell’esonero, i datori di lavoro devono ottenere la certificazione entro il 31 dicembre. La certificazione attesta che l’azienda rispetta determinati standard di parità di genere, attraverso l’adozione di politiche che favoriscono l’uguaglianza tra uomini e donne. Solo le aziende con la certificazione valida possono presentare domanda di esonero contributivo.

Modalità di richiesta dell’esonero

I datori di lavoro interessati possono inoltrare la domanda di esonero compilando il modulo online denominato SGRAVIO PAR_GEN. Questa operazione deve essere effettuata tramite il Portale delle Agevolazioni dell’INPS, con scadenza fissata per il 30 aprile.

Dettagli sull’esonero e limiti

L’articolo 5 della legge n. 162 stabilisce che l’esonero contributivo può arrivare fino all’1% dei contributi previdenziali, con un tetto massimo di 50.000 euro annui. Questo valore è calcolato per ogni codice fiscale, pertanto, se un datore di lavoro presenta più richieste per differenti matricole, dovrà comunque rispettare il massimale di 50.000 euro per ogni codice fiscale.

Informazioni necessarie per la domanda

Nel modulo di richiesta, è necessario fornire vari dati, tra cui la matricola e il codice fiscale del datore di lavoro, informazioni relative alla retribuzione media mensile e all’aliquota previdenziale. È fondamentale includere anche la dichiarazione di possesso della certificazione e i dettagli dell’ente certificatore, come il numero identificativo e la data di emissione della certificazione.

Elaborazione delle domande e riconoscimento dell’esonero

Una volta presentate, le domande rimarranno in uno stato di trasmissione fino alla scadenza per la presentazione delle istanze. Solo dopo il 30 aprile ci sarà un’elaborazione massiva delle richieste. A coloro che riceveranno l’approvazione verrà attribuito un codice di autorizzazione, il quale permetterà di accedere all’esonero.

In caso di insufficienza di fondi, l’esonero potrebbe essere ridotto proporzionalmente per tutti i beneficiari. Pertanto, se la domanda viene segnata come accolta parzialmente, ciò significa che il limite di spesa è stato superato.

Utilizzo dell’esonero

Una volta approvato, l’esonero può essere utilizzato a partire dal primo mese di validità della certificazione e rimarrà attivo per tutta la durata della stessa, fino a un massimo di 36 mesi. Se un datore di lavoro decide di rinunciare alla certificazione o questa viene revocata, è obbligato a comunicare tempestivamente all’INPS.

È interessante notare che i datori di lavoro che hanno già ricevuto l’esonero in precedenti campagne non saranno tenuti a ripresentare la domanda, poiché il beneficio è riconosciuto automaticamente per tutta la durata della certificazione.

Se un datore di lavoro ha riscontrato errori nei dati forniti in precedenti domande e ha ricevuto un importo ridotto, ha la possibilità di rinunciare alla richiesta e presentare una nuova istanza nel corso della campagna in corso.

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Martina Marchesi

Martina Marchesi ha guidato la squadra che ha coperto il piano urbanistico di Firenze, sostenendo una linea editoriale basata sull'analisi documentale. Vicedirettrice, porta un dettaglio personale riconoscibile: una mappa manoscritta dei rioni fiorentini nella sua agenda.

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