Groenlandia, vassalli non schiavi: Ue chiede rispetto

(Adnkronos) – L'Ue deve restare "unita", anche perché "funziona". E, se la leadership degli Usa per gli europei è "naturale", è "ok", c'è una bella differenza tra la "leadership" e il "dominio". Parola del Donald europeo, Tusk. L'attuale primo ministro della Polonia, Paese che fin dalla fine della Guerra Fredda è un alleato di ferro degli Stati Uniti sul versante orientale della Nato, ha sintetizzato così il 'mood' prevalente tra i leader europei, riuniti a Bruxelles per un Consiglio Europeo informale, il primo straordinario convocato da Costa da quando ha iniziato il mandato.  A convincere l'ex premier portoghese, che non si impressiona facilmente, a convocare i leader a Bruxelles sono state le minacce del presidente degli Usa Donald Trump, che ha ventilato dazi sulle importazioni da quei Paesi europei che hanno 'osato' inviare militari in Groenlandia. Per il presidente Costa, i rapporti tra "alleati e partner" devono essere "cordiali" e, soprattutto, "rispettosi". Trump, ieri sera a Davos, ha fatto marcia indietro, dicendo che non userà la forza per annettere la Groenlandia. Poi, dopo aver incontrato il segretario generale della Nato Mark Rutte, ha completato l'inversione di rotta aggiungendo che non imporrà i dazi minacciati. Rutte, secondo un alto funzionario Ue, ha giocato un ruolo decisivo nella "de-escalation" tra Ue e Usa. Il segretario generale, spesso criticato per quello che viene spesso letto come servilismo nei confronti di Trump, è un politico puro ed è riuscito ancora una volta a raggiungere il suo obiettivo primario, evitare una rottura nella Nato. Non si sa esattamente che cosa abbiano concordato Rutte e Trump ma, a quel punto, il summit straordinario ha perso gran parte del pathos che lo accompagnava. Tuttavia, non lo si poteva 'sconvocare' solo per una dichiarazione del presidente americano. E così i leader si sono riuniti ugualmente a Bruxelles, ma il clima da allarme rosso che si respirava fino a ieri è svanito. Sono "tutti sollevati" per lo scampato pericolo, ha sintetizzato l'Alta Rappresentante Kaja Kallas, anche se l'Ue resta "vigile", come ha detto il presidente francese Emmanuel Macron. Nessuno faceva salti di gioia all'idea di una guerra commerciale con Washington. Il premier lussemburghese Luc Frieden ha sottolineato che gli Usa hanno ridato la "libertà" all'Europa e che l'Ue vuole mantenere una forte relazione transatlantica. Ma non a costo di farsi calpestare e umiliare: come ha detto a Davos il premier belga Bart De Wever, "c'è differenza tra essere un vassallo felice e uno schiavo infelice. È in gioco la nostra dignità". Rientrata la minaccia americana di punire con dazi aggiuntivi gli Stati Ue che hanno mandato militari tra i ghiacci groenlandesi, cosa che ha fatto montare su tutte le furie il presidente americano, l'Ue rinfodera, a sua volta, le contromisure che aveva ventilato. Lo strumento anticoercizione, ribattezzato "bazooka" anche se comporta tempi lunghi ed è concepito più che altro come deterrente anche se può essere usato con intensità variabile, non verrà attivato.  L'attivazione dello strumento anticoercizione non era certa, anche se Trump avesse tirato diritto: alcuni Paesi Ue, come i Baltici che tengono molto all'ombrello americano, erano cauti. Viene riposta anche l'altra contromisura che era stata messa sul tavolo e che, se Trump avesse insistito con i dazi punitivi, sarebbe probabilmente scattata: la mancata proroga dei controdazi da 93 miliardi di euro che erano stati approvati, e poi sospesi, come contromisura alle tariffe applicate dagli Usa all'import Ue, prima dell'accordo del luglio scorso firmato da Ursula von der Leyen in un golf resort di Turnberry, in Scozia, di proprietà del tycoon, accordo che aveva congelato quei controdazi.  La sospensione dei controdazi scade all'inizio di febbraio: deve essere rinnovata, affinché non entrino in vigore. Quindi, se gli States avessero tirato diritto sui dazi contro i Paesi 'rei' di aver inviato soldati in Groenlandia, sarebbe stato difficile opporsi all'entrata in vigore delle controtariffe Ue su Harley Davidson, jeans e simili, perché la sospensione, se non prorogata, scade senza che sia necessario fare alcunché. Ma, visto che Trump ha fatto marcia indietro sui dazi, i controdazi Ue resteranno sospesi. La presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola ha spiegato che ora l'accordo di Turnberry potrebbe essere ratificato dall'Aula. Naturalmente, se la situazione dovesse cambiare ancora, cosa non impossibile vista la volatilità che caratterizza le relazioni transatlantiche da quando il presidente Trump si è reinsediato alla Casa Bianca, le stesse contromisure potrebbero tornare d'attualità. Certo le dichiarazioni di Trump di ieri sera hanno cambiato completamente il quadro: la retromarcia repentina del presidente americano ha colto di sorpresa l'Ue, che si era preparata ad un summit in un clima da allarme rosso. Per il presidente francese Emmanuel Macron, l'Ue, "quando resta unita, può farsi rispettare". Anche secondo il cancelliere tedesco Friedrich Merz, quanto accaduto nelle ultime ore "dimostra che l'unità e la determinazione da parte europea possono ottenere risultati". L'Alta Rappresentante Kaja Kallas ha detto che l'Ue deve mandare un "segnale di forza", sia ai suoi "avversari" sia agli "alleati". I leader hanno comunque discusso delle relazioni transatlantiche, e in particolare della Groenlandia. La premier danese Mette Frederiksen ha detto che la Danimarca lavorerà per trovare una "soluzione" con gli Usa sull'isola artica, ma ha anche aggiunto che occorre "rispetto" per gli alleati e che qualsiasi soluzione dovrà rispettare le regole della "democrazia" danese.  Sul tavolo dei leader anche "altre questioni che richiedono un coordinamento" a livello di capi di Stato e di governo, come l'eventuale partecipazione al Board of Peace lanciato dal presidente Trump, sul quale ci sono "una serie di cose che devono essere chiarite". Per il premier portoghese Luìs Montenegro, strutture "alternative" alle Nazioni Unite, guidate dal suo connazionale Antonio Guterres, sono "del tutto inappropriate". L'Ue, ha spiegato Costa, nutre "seri dubbi" su una serie di elementi del suo statuto, in particolare la sua "portata", la "governance" e la "compatibilità" con la Carta delle Nazioni Unite.  La reazione "calma e ferma" dell'Ue alle minacce di Trump è stata efficace, cosa che pare aver destato una certa meraviglia anche tra i leader europei, i quali hanno all'unisono sottolineato che l'Ue, quando è "unita", sa farsi "rispettare". E' probabile che al dietrofront di Trump abbia contribuito la reazione negativa delle Borse, che il tycoon non può permettersi di ignorare, a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato. La disputa sulla Groenlandia, che ha scatenato questa crisi di inizio anno nelle relazioni Ue-Usa, avrebbe ancora "aspetti da risolvere", secondo una fonte Ue. A quanto se ne sa, è stato raggiunto un accordo per trattare su due filoni: il primo, lavorare sul trattato esistente tra la Danimarca e gli Usa sulla Groenlandia; il secondo, "rafforzare il ruolo che la Nato svolge nella sicurezza dell'Artico". In ogni caso, "le minacce sono rientrate, e questo è positivo". Tra Usa e Ue "c'è un accordo commerciale", quello di Turnberry, e "noi siamo partner affidabili". Quindi, niente controdazi né attivazione dello strumento anticoercizione.  Certo, tutto questo non fa che confermare quello che si dice, e si scrive, da anni, cioè che l'Ue deve "accelerare" sull'autonomia strategica. Per von der Leyen, occorre lavorare per una "Europa indipendente", cosa che "non si realizza dalla sera alla mattina", e la leva per arrivarci è lavorare sulla "competitività" dell'Unione, cosa che sarà al centro del Consiglio informale del 12 febbraio. Sarà un "brainstorming", nelle parole del presidente Costa. In tutto questo, qualche problema potrebbe arrivare dal Parlamento Europeo, sempre più riottoso nei confronti di Ursula von der Leyen. La questione dell'accordo Ue-Mercosur, sul quale il Parlamento ieri ha deciso di chiedere un parere alla Corte di Giustizia Ue, cosa che Roberta Metsola ha invitato a non "drammatizzare" ma che comunque allungherà i tempi, ufficialmente non era all'ordine del giorno del summit. Di fatto, è possibile far entrare in vigore l'accordo commerciale in via provvisoria, senza l'assenso del Parlamento, e la presidente Metsola ha ammesso che si tratta di una "opzione sul tavolo". (di Tommaso Gallavotti) 
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Scritto da staff

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