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Gianni Togni, ‘Luna’ compie 45 anni: oggi esce il Remix di un album iconico

(Adnkronos) – Nel 1980, in mezzo a tanti eventi che segnano un'epoca (la morte di John Lennon, le stragi di Ustica e Bologna e la nascita della Cnn) dalle radio italiane comincia a diffondersi una canzone dal titolo semplice e misterioso: 'Luna'. "Guardo il mondo da un oblò" diventa in breve una frase simbolo che tutti canticchiano. E il suo autore, Gianni Togni, oggi 69enne in ottima forma, da giovane cantautore romano si trasforma in uno dei nomi più popolari della musica italiana.  A quarantacinque anni di distanza, 'Luna' e l’album che la contiene – dal titolo lunghissimo e poetico '…e in quel momento, entrando in teatro vuoto, un pomeriggio vestito di bianco, mi tolgo la giacca, accendo le luci e sul palco m’invento' – tornano in una nuova veste. Esce infatti oggi, per Warner Music, '…e in quel momento… Remix 2025', un’edizione celebrativa completamente restaurata e remixata dai nastri originali del 1979 in Lp e cd. “Questo lavoro nasce dall’idea di fare un cofanetto celebrativo – racconta Togni – Io penso poco al passato ma non avevo mai fatto un remix di un disco. Avevo ancora i nastri originali, li ho mandati in studio dove sono stati puliti con tecniche analogiche e digitali. Ci siamo ritrovati con strumenti che suonavano in parti diverse da quelle che erano nel disco, e anche un problema inaspettato: la batteria aveva otto rullanti e tutto era distorto”. Il restauro del suono è stato un processo lungo e meticoloso. “Ho imparato tanto – continua Togni – abbiamo allargato gli archi, ridato spazio agli strumenti, tolto echi e rumori. L’obiettivo era uno: essere il più rispettosi possibile dell’opera originale ma dare leggibilità a cose che non la avevano. Ci sono flauti che non ricordavo neppure”. Il risultato è un album che suona diverso ma fedele. Più ricco e completo, quasi avvolgente. Un equilibrio tra la nostalgia dell'analogico e la precisione del digitale. “Il disco originale era molto esile e senza aperture – spiega Togni – Adesso il suono è cambiato, più profondo, più vero. Era un’epoca in cui si cominciava: se ascolti i primi Genesis, non hanno ancora un suono straordinario. Poi il mondo sonoro è diventato più preciso, e oggi potevamo finalmente restituire quella chiarezza”. Il cofanetto ‘Remix 2025’ contiene l’intero album restaurato – da ‘Maggie’ a ‘Chissà se mi ritroverai’, da ‘Giardini in una tazza di tè’ a ‘Voglia di cantare’ – e il cd include anche ‘Luna’ in versione spagnola e quattro versioni alternative nate dalle registrazioni originali. All’interno del cofanetto, un booklet di 20 pagine con testi, immagini inedite e diapositive d’epoca digitalizzate dal fratello di Gianni, Piero Togni. “Le fotografie le ha scattate mio fratello – racconta ancora il cantautore – Le abbiamo ritrovate e digitalizzate: sfogliarle mentre il vinile 180 grammi suonava è stata un’emozione fortissima. Quando la puntina ha toccato i solchi, ho rivissuto le stesse sensazioni indimenticabili di allora”.  Il 1980 segnò l’inizio della sua storia musicale ma anche la nascita di un sodalizio fondamentale con Guido Morra, autore dei testi. “Io e Guido ci conosciamo dai tempi del liceo a Roma – rimarca Togni – Scrivevamo canzoni che suonavo la domenica pomeriggio al Folkstudio giovani. Non avevamo grandi sogni, solo la voglia di condividere le nostre passioni musicali e letterarie”.  La svolta arrivò nel 1979, quando Togni incontrò il produttore Giancarlo Lucariello. “Componevo in piena libertà sul mio pianoforte verticale, passando pomeriggi interi tra studi universitari di letteratura moderna e prove dei testi. Cantai tutto l’album in un giorno, in via Quintiliano. Avevo l’ansia di registrare otto pezzi di fila ma ce l’ho fatta”. Il successo esplose anche grazie alle radio libere, che in quegli anni rivoluzionavano la scena musicale italiana. “Feci il primo tour per le radio libere: un mese e mezzo in giro per l’Italia. Il successo – rimarca Togni – arrivò anche grazie a loro, che mandavano i miei brani ovunque”. Oggi '…e in quel momento… Remix 2025' è un modo per riascoltare un classico con orecchie nuove. “Guardare al mio passato artistico non è mai stata una priorità – conclude Togni – ma lavorare a questo disco mi ha regalato una grande soddisfazione. È stato come ricominciare da capo, con più consapevolezza e più cuore. Senza intelligenza artificiale, solo emozione e suono vero”. (di Federica Mochi) 
—spettacoliwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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