(Adnkronos) – Uno stimolo importante all'economia tedesca, con ricadute positive anche per le catene del valore italo-tedesche. E' quanto rappresenta il sì di ieri del Bundestag agli investimenti in difesa e infrastrutture, in deroga al freno al debito sancito dalla costituzione tedesca, secondo Monica Poggio, presidente di Ahk Italien, la Camera di commercio italo-germanica, intervistata da Adnkronos/Labitalia. Quali effetti può avere sull'andamento dell'economia questo si alla deroga per il debito per infrastrutture e difesa? Quali i possibili effetti sui rapporti Italia-Germania? Secondo stime Bnp, l’economia tedesca, in stagnazione da due anni, potrebbe crescere dello 0,7 per cento già nel 2025, rispetto allo 0,2 per cento previsto attualmente. Il rapporto debito/Pil, in ogni caso, resterà ben al di sotto di quello di Francia e Italia. Si tratta quindi di uno stimolo importante, che per giunta riguarderà settori ad alta innovazione, con indotti ampi, e sui cui i rapporti tra aziende tedesche e italiane sono consolidati. Gli investimenti tedeschi avranno effetti ben oltre il piano nazionale, con ricadute positive per le catene del valore italo-tedesche, centrali per la produzione europea e l’export UE. Come ci ha avvertito Draghi, è fondamentale mobilitare investimenti per superare la crisi europea, e rivedere vecchie regole, oggi limitanti, è un passo necessario. In che modo la decisione del Parlamento tedesco potrebbe influenzare altri settori economici come l'automotive? Io credo che, oltre gli effetti, indiretti, vada evidenziato anche l’enorme cambio culturale: per la Germania il freno al debito era un dogma, le modifiche intervenute, pur non sospendendolo, rendono evidente un cambio di percezione: si deve investire, anche facendo debito, lì dove serve innovare. Il segnale per il sostegno a settori centrali è chiaro, e potrebbe diventare un precedente molto rivelante. Penso, appunto, a settori come l’automotive. Inoltre, vorrei evidenziare come nei fondi per le infrastrutture, circa 100 miliardi saranno dedicati a interventi infrastrutturali per la transizione verde. In questo modo, si potranno finanziare anche interventi per la mobilità sostenibile, ad esempio con infrastrutture specifiche per la mobilità elettrica, supportando il cambiamento di paradigma, e in generale ciò favorirà anche la riapertura di un discorso sul sostegno all’industria e ai consumatori. Avete da poco presentato i dati di interscambi annuale. Qual è lo stato dell’arte delle relazioni economiche italo-tedesche? Nel 2024, l’interscambio tra Italia e Germania si è contratto del 4%, arrivando a 156 miliardi. Soffrono soprattutto i settori centrali per i nostri paesi: siderurgia, automotive, farmaceutico. In questo contesto, abbiamo alcuni segnali incoraggianti, come la crescita degli scambi nel settore agroalimentare (che cresce del 10% annuo dal 2023), la ripresa, seppur lieve, della chimica, e l’aumento della produzione industriale tedesca a gennaio 2025. Ma servono interventi a lungo termine: il rallentamento tedesco non è una crisi di ciclo, ha ragioni strutturali. (di Fabio Paluccio) —lavoro/datiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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