(Adnkronos) – “Ritengo sbagliato il suicidio assistito perché lo Stato ha, prima di tutto, un dovere morale e giuridico di accompagnare le persone nella vita. Bisogna chiedersi perché lo Stato faccia di tutto per salvare una persona normodotata che tenta il suicidio, arrivando persino al ricovero obbligatorio, mentre una persona con disabilità o un malato terminale viene invece accompagnato verso la morte”. Così Emanuel Cosmin Stoica, scrittore e attivista disabile, intervenendo in piazza del Popolo a Roma durante il flash mob 'Non mi uccidere', organizzato da Pro Vita & Famiglia Onlus contro l’ipotesi di una legge sul fine vita. “È necessario interrogarsi sul perché si voglia incentivare la morte anche laddove la persona non la considera una soluzione – aggiunge Stoica – Finché è un familiare a farti sentire un peso è già grave, ma quando è lo Stato stesso a fartelo percepire, proponendo il suicidio come risposta alla sofferenza, allora bisogna davvero domandarsi se stiamo andando nella giusta direzione della storia”.
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