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Fine Vita. Pro Vita Famiglia: pericolosa apertura di FdI, si ritorni alle sole cure palliative

(Adnkronos) – 6 marzo 2025. E’ pericolosa l’apertura di chi, in seno a Fratelli d’Italia, vorrebbe legiferare sul fine vita con l’obiettivo di tentare di conciliare i diversi disegni di legge già depositati anche da forze radicali e di sinistra come Pd, M5S e Avs. Ricordiamo che la Corte Costituzionale, pur aprendo al suicidio assistito con la Sentenza 242/2019, sul caso Dj Fabio-Cappato, ha comunque escluso un diritto a chiedere la morte. Affermare che un’azione non sia punibile, come ha fatto la Consulta, non significa riconoscere un diritto a ottenerla. Anzi, nella sentenza n. 242/2019, la Corte ha escluso un diritto a chiedere la morte, affermando che «dall’art. 2 Cost. e dall’art. 2 CEDU discende il dovere dello Stato di tutelare la vita, non di fornire aiuto a morire». Stesso principio ribadito poi con la sentenza n. 50/2022. La maggior parte dei disegni di legge contrasta con questa impostazione costituzionale e invece di delimitare una circostanza di non punibilità, vorrebbe addirittura introdurre un presunto diritto al suicidio assistito o all’eutanasia. Tentare di legiferare sul fine vita in questi termini significherebbe aprire ad un piano inclinato devastante, che porterà in un prossimo futuro l’Italia ad essere uno di quei pochissimi paesi al mondo come l’Olanda, il Canada o la Svizzera, dove si può chiedere la morte anche per depressione, per problemi psichici o semplicemente perché la si vuole fare finita. E’ questo che vogliamo? Vogliamo uno Stato dove la priorità sia facilitare il suicidio o prevenirlo? Il centrodestra non si deve fare guidare dalla narrativa di  pochi, seppur drammatici, casi isolati che ne vuole fare un’emergenza nazionale. Una legge basata su singoli episodi diventerebbe una tragica legge applicabile a tutti, che crea cultura, una cultura di morte dove morire potrebbe divenire quasi un “dovere” per togliersi di torno quando ci si sente un peso. Chiediamo quindi a tutte le forze di maggioranza di spendersi sul “fine vita” solo e soltanto nell’ottica del sostegno ai malati, della prevenzione del suicidio e delle cure palliative, facendo applicare davvero e su tutto il territorio nazionale, in modo diffuso, la legge 38/2010 e garantire così a tutti adeguate cure e sostegni, soprattutto se pensiamo che ad oggi ben il 33% dei malati oncologici non ha la garanzia di accedere ad adeguate cure. Così Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia, in merito alle notizie – apparse sugli organi di stampa – di un possibile primo passo di FdI sul tema del “Fine Vita” con l’apertura del PD a collaborare per legiferare sul tema.  
Ufficio Stampa Pro Vita e Famiglia Onlus
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