(Adnkronos) – Nel panel “Underwater: minacce cyber, sicurezza e nuove dinamiche geopolitiche”, parte della conferenza Space&Underwater – Space Economy, Submarine Cables & Cybersecurity, in corso nei Saloni di Rappresentanza della Caserma dei Carabinieri “Salvo D’Acquisto” a Roma, Gabriele Maria Cafaro, Evp Underwater di Fincantieri, ha sottolineato la necessità di un approccio sistemico alla sicurezza del mondo subacqueo. “C’è una forte esigenza da parte di chi detiene e gestisce infrastrutture underwater e abbiamo visto una sensibilità crescente anche dal punto di vista militare”, ha affermato, ricordando il ruolo del Polo Nazionale della Subacquea e delle tecnologie già disponibili, spesso sviluppate anche da piccole e medie imprese. In questo scenario — ha osservato — è fondamentale il ruolo dell’“orchestratore, ovvero l’architetto di un sistema di sistemi”, in grado di integrare mezzi, sensori, capacità industriali e soluzioni software. Cafaro ha spiegato che la protezione del dominio subacqueo richiede “una soluzione integrata dalla superficie al fondo del mare”, facendo leva su competenze già consolidate. Ha ricordato come le navi di superficie stiano evolvendo in mothership in grado di operare e coordinare flotte di mezzi subacquei, e come l’acquisizione di competenze elettroacustiche e di asset come Vas abbia ampliato la capacità industriale del gruppo. “Parliamo di droni di ogni dimensione, mezzi submergibili, sensori e sistemi avanzati che devono essere orchestrati attraverso software e intelligenza artificiale”. Dal punto di vista industriale, ha rimarcato la necessità di sviluppare tecnologie dual use: “Non è altro che uno sviluppo univoco, ma con uno sguardo duplice: da un lato supporta i sistemi di difesa, dall’altro protegge le infrastrutture critiche civili”. Cafaro ha poi sottolineato un secondo livello di orchestrazione, quello delle competenze: “Abbiamo aggiunto al team professionalità con esperienza profonda nell’underwater, dalla difesa ai settori civili, e questa integrazione deve essere sviluppata in modo armonico e omogeneo”. In chiusura, ha richiamato il ruolo di Fincantieri come catalizzatore della filiera: “Ci piace accompagnare le piccole e medie imprese: nei bandi del Polo sono stati messi a disposizione oltre 150 milioni, e molte aziende hanno già mostrato una straordinaria capacità innovativa”. Un compito che, ha concluso, “richiede traino industriale, competenze solide e coraggio imprenditoriale”.
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