(Adnkronos) – Scoprendo la lapide posta all’esterno del Palazzo Barattani in occasione del bicentenario della nascita del letterato, poeta, drammaturgo e patriota risorgimentale si è conclusa la due giorni dedicata a Filippo Barattani. L’amministrazione comunale ha avviato un percorso di riscoperta della figura di uno dei maggiori letterati marchigiani dell’800 con un convegno a lui dedicato per conoscere la figura del Barattani grazie all’intervento del prof. Giorgio Pannunzio, massimo esperto e studioso di questo poeta lirico controverso. La voce di Luca Violini ha consentito alla ricca platea di ascoltare alcuni versi scritti proprio dal Barattani, passaggi iconici di una prosa ottocentesca, lontana dall’eloquio moderno dei nostri giorni ma carichi di simbolismo e di richiami ai valori forti nei quali il poeta credeva come la patria, la libertà, l’amore, la giustizia di identità, ma anche i tratti caratteristici malinconici e disillusi di un uomo dichiaratamente anticlericale ma non ateo, che si interrogava e tormentava sulla propria anima, sull’infinito e la trascendenza, sulla memoria, elementi di cui nutriva il proprio genio creativo apprezzato e stimato dal Carducci, citato da Guido Corsini e Cesare Rosa e stimato dai contemporanei ottocenteschi al punto da essere chiamato a commemorare un altro marchigiano illustre come Gaspare Spontini. Nel saluto iniziale del sindaco Luca Paolorossi e dell’Assessore alla Cultura Ivana Ballante c’è l’impegno a riscoprire e valorizzare gli illustri concittadini come il Barattani che hanno i natali a Filottrano, ormai conosciuto come il “borgo dei nobili” per le numerose famiglie patrizie che vi hanno risieduto. “Stiamo contribuendo a riscoprire un intellettuale ingiustamente dimenticato dalla storia -ha detto il Sindaco Luca Paolorossi- che ha pagato con l’oblio della storia la mancanza di eredi diretti che ne tramandassero l’opera e il pensiero e riconsegnandolo oggi alla sua città natale grazie alla disponibilità dei discendenti e all’illuminata intuizione e sete di conoscenza del prof. Pannuzio”. L’evento è stato organizzato con il patrocinio del Consiglio Regionale delle Marche, presente il Presidente Dino Latini che ha ricordato come “le Marche siano terra di cultura e di storia e che nella riscoperta di quel passato siano più vivi che mai alcuni valori sui quali dovremmo riflettere e soffermarci”. —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)
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