(Adnkronos) – La riforma della legislazione farmaceutica entra in una fase decisiva. E' pronta la bozza del disegno di legge che delega il Governo ad adottare, entro il 2026, uno o più decreti legislativi per arrivare a un Testo unico capace di garantire maggiore chiarezza normativa, miglior accesso alle cure e sostenibilità del sistema. Il percorso della riforma è al centro del digital talk 'Verso la nuova legislazione farmaceutica. Un confronto tra istituzioni, industria e cittadini', promosso da Adnkronos in collaborazione con Egualia. L'appuntamento ha riunito i principali protagonisti del cambiamento: Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute e promotore del disegno di legge; Stefano Collatina, presidente di Egualia; Ugo Cappellacci, presidente della XII Commissione Affari sociali della Camera dei deputati, e Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva. Il sistema normativo della farmaceutica italiana – si evidenzia nel talk disponibile nei canali web e social di Adnkronos – si fonda oggi su oltre 100 leggi e circa 700 provvedimenti. Una complessità che rende evidente la necessità di un riordino organico, specie in una società che invecchia e dove aumenta l'incidenza delle malattie croniche. E proprio per rendere il sistema sanitario adeguato alle nuove sfide di salute, la riforma punta a razionalizzare la normativa su accesso ai farmaci, controllo della spesa farmaceutica, servizi sanitari erogati dalle farmacie e rafforzamento della rete assistenziale territoriale. Non si tratta solo di una semplificazione legislativa, ma di una leva strategica per il futuro del Servizio sanitario nazionale. "La riforma del Testo unico sulla legislazione farmaceutica – spiega Gemmato – nasce per rendere il farmaco più accessibile al cittadino e per creare opportunità per un comparto che in Italia vale circa 56 miliardi di euro ed è uno dei principali motori della nostra economia". Un nodo centrale è l'equilibrio tra l'accesso ai farmaci innovativi e la necessità di mettere in sicurezza i farmaci fuori brevetto, fondamentali per la gestione delle patologie croniche in una popolazione sempre più anziana. "Dobbiamo garantire innovazione – aggiunge – ma anche sostenibilità, per preservare l'universalismo del nostro sistema sanitario". Dal punto di vista dell'industria, Collatina evidenzia il contributo strategico di equivalenti e biosimilari. "Sono farmaci che curano la maggior parte delle patologie croniche e introducono risparmi importanti per il sistema sanitario, risparmi che possono essere reinvestiti in innovazione", afferma. Tuttavia, il presidente di Egualia richiama l'attenzione su una criticità crescente: l'insostenibilità industriale delle produzioni dei farmaci fuori brevetti, equivalenti e biosimilari, a prezzi di mercato bassi e fissi da anni. "L'aumento dei costi a fronte di prezzi rimasti invariati, insieme a gare basate esclusivamente sul massimo ribasso, rischia di alimentare il fenomeno delle carenze di farmaci essenziali". Per cittadini e pazienti "un Testo unico può dare omogeneità e strategia a una materia oggi frammentata, con ricadute concrete sull'accesso ai farmaci, sull'equità e sulla distribuzione territoriale", osserva Mandorino. Oltre a "garantire una partecipazione attiva delle associazioni civiche nel processo di costruzione della nuova normativa", per Cittadinanzattiva è importante affiancare all'innovazione una forte attenzione ai farmaci equivalenti, anche per migliorare l’aderenza terapeutica. Tra i temi più concreti affrontati nel dibattito, emerge il cambio del canale distributivo dei medicinali: strumento chiave per rafforzare la prossimità delle cure, soprattutto per i pazienti anziani con cronicità. "Stiamo spostando progressivamente alcune categorie di farmaci dalla distribuzione esclusiva ospedaliera alle farmacie territoriali, pubbliche e private convenzionate – ricorda Gemmato – Questo migliora l'aderenza terapeutica, riduce le ospedalizzazioni e contribuisce alla sostenibilità del sistema". I primi dati portati dal sottosegretario dimostrano che questo modello, già implementato per degli antidiabetici, ha già prodotto risparmi per le casse dello Stato, oltre a un miglioramento della qualità della vita dei pazienti e dei caregiver. Per Cappellacci "il Testo unico costruisce una cornice ordinata in cui far convergere accesso, sostenibilità e prossimità. E' una revisione strutturale della governance farmaceutica fondata su dati, trasparenza e confronto istituzionale. Ma non si può modernizzare la governance del farmaco – precisa – senza intervenire seriamente su tetti di spesa e payback. La delega prevede: la revisione dei tetti di spesa farmaceutica e dei meccanismi di payback, con un confronto rafforzato con le Regioni; la sostenibilità e la certezza delle regole, per superare interventi episodici e costruire un quadro stabile; trasparenza dei dati, perché senza dati tempestivi e omogenei non si governa la spesa; neutralità finanziaria, con valutazioni tecnico-finanziarie solide e rispetto dei vincoli di finanza pubblica, e infine la leale collaborazione Stato-Regioni, perché tetti e payback incidono direttamente sui sistemi sanitari regionali". Sull'iter della legge delega, Cappellacci chiarisce che "una volta approvata dal Parlamento, il Governo dovrà adottare i decreti legislativi entro i termini previsti, coinvolgendo più ministeri, il Consiglio di Stato e la Conferenza Stato-Regioni. Un passaggio fondamentale". L'obiettivo dichiarato è arrivare entro il 2026 a una riforma condivisa e strutturale. "Il vero obiettivo è trovare un punto di equilibrio tra innovazione, controllo della spesa e prossimità delle cure – conclude Gemmato – Un equilibrio che permetta al sistema farmaceutico di funzionare meglio, a vantaggio dei cittadini e della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale".
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Farmaceutica: Testo unico, online il digital talk con i protagonisti della riforma