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Elezione nuovo Papa, via al Conclave: chi è il cardinale Jean-Marc Noël Aveline

(Adnkronos) – Il cardinale Jean-Marc Noël Aveline, 66 anni, arcivescovo di Marsiglia e considerato da alcuni come il 'favorito' di papa Francesco per succedergli come nuovo papa. È un prelato affabile e un largo consenso, impegnato soprattutto sui temi della migrazione e del dialogo interreligioso.  Proviene da una famiglia di pieds-noirs, una comunità etno-culturale di origine francese ed europea stabilitasi in Algeria durante l'epoca coloniale. È nato a Sidi Bel Abbès, in Algeria, il 26 dicembre 1958, in una città che un tempo ospitava il quartier generale della Legione straniera francese. Nel 1962, quando aveva appena quattro anni, lui e la sua famiglia furono costretti all'esilio dopo l'indipendenza dell'Algeria, seguita a una guerra sanguinosa. Come molti rimpatriati, vissero in condizioni precarie passando da un hotel all'altro, prima a Villejuif, nei pressi di Parigi, e poi a Marsiglia, dove si stabilirono nel 1965. Questa infanzia traumatica ha segnato profondamente Aveline, lasciandogli una sensibilità particolare per i migranti e il tema dell'esilio.  Il padre lavorava per la Sncf (ferrovie statali francesi) e Jean-Marc è cresciuto nei quartieri nord di Marsiglia, i più poveri della città. Nel 1975 conseguì il baccalauréat e due anni dopo entrò in seminario ad Avignone. Fu influenzato dal poeta e mistico padre Jean Arnaud, cofondatore della Missione Operaia di Marsiglia, che gli trasmise l'amore per una Chiesa "mariana ed escatologica", "una Chiesa dolce, capace di partire all'improvviso per visite inattese", dove però "la Comunione precede l'organizzazione e la misericordia prevale sul giudizio". Completò gli studi a Parigi, presso il seminario dei Carmes. Studiò presso l'Institut Catholique de Paris, conseguendo una laurea in greco ebraico biblico e teologia, e in parallelo studiò filosofia alla Sorbona. Secondo il sindaco di Marsiglia Benoît Payan, citato dal settimanale "L'Obs", Aveline è un uomo di "intelligenza superiore". Altri lo descrivono come una persona buona, molto acuta e dalla personalità complessa. 
Fu ordinato sacerdote il 3 novembre 1984 per l'arcidiocesi di Marsiglia. Divenne amico del cardinale Roger Etchegaray, allora arcivescovo della città, che lo considerava il suo figlio spirituale. Proseguì gli studi teologici fino al dottorato, difendendo nel 2000 una tesi sulla cristologia delle religioni.  
L'educazione ha sempre occupato un posto centrale nella sua vocazione. Insegnò presso il seminario interdiocesano di Marsiglia e ne divenne direttore degli studi. Nel 1992 fondò l'Institut de Science et Théologie des Religions, volto a collocare la fede cristiana nel contesto della pluralità culturale e religiosa, in una prospettiva mediterranea di accoglienza e dialogo. Dal 1995 diresse anche l'Institut Saint-Jean, poi diventato Institut Catholique de la Méditerranée, legato all'Università Cattolica di Lione. Nel 2008 Benedetto XVI lo nominò membro del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Dal 2008 al 2013 fu vicario generale della diocesi. Il 26 gennaio 2014 fu consacrato vescovo ausiliare di Marsiglia, e l'8 agosto 2019 Papa Francesco lo nominò arcivescovo metropolita della città. Nel concistoro del 27 agosto 2022, Aveline fu creato cardinale, diventando il quinto cardinale elettore della Francia.  È visto come il simbolo di una nuova era post-Lustiger nella Chiesa francese, in linea con lo spirito di rinnovamento di papa Francesco. Nel settembre 2023 riuscì in un'impresa in cui i suoi confratelli avevano fallito: convincere il papa a visitare la Francia, ufficialmente per un incontro con i vescovi e i giovani del Mediterraneo a Marsiglia. Per Aveline, convinto che il futuro del mondo passi per il destino del Mediterraneo, fu un evento di enorme significato. Il 2 aprile 2025 è stato eletto presidente della Conferenza Episcopale Francese, incarico che assumerà ufficialmente il 1° luglio. Spesso definito "il più bergogliano" tra i vescovi francesi, Aveline ha il profilo perfetto per il pontificato secondo Francesco: origini umili, attenzione costante alle periferie, sensibilità per il dialogo tra fedi e culture. I due si incontrano regolarmente in Vaticano, anche al di fuori degli impegni ufficiali. Avendo vissuto in una città come Marsiglia, dove convivono cristiani e musulmani, ha sviluppato un approccio molto aperto al dialogo interreligioso. Francesco lo avrebbe considerato per guidare il Dicastero per il Dialogo Interreligioso, ma ha preferito lasciarlo alla guida pastorale di Marsiglia.  Le sue vedute privilegiano l’incontro personale e l’amicizia più che la teologia o il proselitismo. Sui temi più divisivi – come l'ordinazione femminile, il celibato sacerdotale e l'accesso ai sacramenti per i divorziati risposati – mantiene un atteggiamento cauto e riservato, evitando prese di posizione nette. È invece molto attivo su questioni care a Francesco, come l'accoglienza dei migranti o il dialogo tra religioni, ma lo fa con un tono pacato, non ideologico. Per questo viene considerato una figura liberal, incline al dialogo e al consenso. Aveline sostiene una radicale decentralizzazione della Chiesa e ripete spesso che "il centro di gravità della Chiesa non è in se stessa, ma nella relazione di Dio con il mondo". Tornando da un'assemblea dei vescovi a Lourdes, ha dichiarato: "È l’orgoglio che corrode la Chiesa; essa deve accettare di perdere tutto per guadagnare Cristo. La sua salvezza sta nella conversione al Vangelo". Secondo un profilo pubblicato da 'La Croix', è considerato "un vero uomo di preghiera", "un pastore molto amato" e dotato di un carisma rassicurante, tipico della cordialità mediterranea. È descritto come una persona profondamente relazionale e capace di creare nuove forme di legame. I critici, tuttavia, lo accusano di modernismo e di una certa ambiguità teologica, che può sfociare nell'indifferentismo, allontanandosi dalla dottrina tradizionale su rivelazione divina e necessità della Chiesa per la salvezza. Nel 2021, dopo la pubblicazione di 'Traditionis Custodes', Aveline cercò di rassicurare i fedeli legati alla Messa antica, celebrandola egli stesso e cercando mediazioni con la Santa Sede in una controversia con un vescovo francese tradizionalista, mediazione che però non ebbe successo. Dal 2019, data della sua nomina ad arcivescovo, il numero di vocazioni è calato lievemente nella diocesi: da 221 preti si è passati a 198 nel 2023. Nello stesso anno, erano presenti nove seminaristi maggiori e un seminarista minore su una popolazione diocesana di oltre un milione di persone, di cui 742.000 cattolici. Ha perso entrambe le sorelle: Martine, morta a 7 mesi, e Marie-Jeanne, scomparsa nel 2011 a causa di un cancro. I suoi genitori sono ancora in vita e lui se ne prende cura. Quando gli si fa notare che il suo carico di responsabilità è ormai enorme, risponde: "Ogni volta che il peso del lavoro aumenta, bisogna allungare il tempo della preghiera".  Insignito della Légion d’honneur da Emmanuel Macron nel 2022, il cardinale Aveline è visto come un possibile papa che potrebbe portare avanti l'agenda di Francesco, ma con uno stile più sobrio, intellettuale e meno ideologico. La vera incognita resta: i cardinali vorranno davvero proseguire lungo questa strada, rischiando un lungo pontificato? —cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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